lunedì 7 novembre 2016

Nuova avventura a ginnastica ritma

In due mesi di attività le cose sono evolute, anche se per Marzia si chiama ginnastica ritma e non ritmica, e se le dici ritmica si incazza come una bestia e ti corregge, ritmAAA!!!
Se poi le diciamo che in realtà fa ginnastica artistica addìo..

Le prime settimane si svolgono con bimbe dai 3 ai 6 anni, figlia è un piccolo fenomeno:
"Hai visto babbo come sono brava?? Anche al gioco del cerchio vinco sempre!"
"Brava figlia, al gioco del cerchio, ah sì, prima hai vinto contro quella bimbina che sta iniziando a parlare, poi contro quella che sta iniziando a camminare, mentre contro quella che piange e basta domini incontrastata, brava!)
Le compriamo le scarpine da ballo e una specie di tutù dentro il quale si muove aggraziata.

Passano le settimane e figlia pare Carla Fracci, ma poi succede l'imprevedibile, la passano nel gruppo dai 6 ai 9 anni.
La vado a vedere, in mezzo a quelle bimbone grandi e grosse, la mia ciccina sembra la loro figliola, ma non demorde.

Primo esercizio, sgambettare su una sbarra alzando un piedino alla volta, la ciccina fa un paio di salti a gambe unite e poi distrae volutamente l'insegnante "Guarda laggiù" e poi con scatto felino fa una corsetta e arriva in fondo con nonchalance.
Standing ovation.

Io: "Cosa fa, moglie?? Ma andava fatto così quell'esercizio? Non dovevano alzare un piedino alla volta??"
Moglie: "Per vedere come va fatto quell'esercizio bisogna guardare la bambina prima e quella dopo di lei..."

Secondo esercizio, la ciccina deve saltellare in dei cerchi messi per terra.
Inizia.

Io: "Moglie, non ne ha preso mezzo!"
Moglie: "Va beh, aspettiamo che finisca, magari ce la fa, ce ne sono altri dai..."
Io: "DENTRO il cerchio, Marzia!" dico un po troppo forte, qualcuno si gira a guardarmi.

Alla fine credo che le cose vadano guardate dal giusto punto di vista.
Io: "In effetti guarda che brava, cioè, voglio vedere le altre a riuscire a non prendere neanche un cerchio, è fantasia, arte! Vai Marzia, occhio a non entrarci dentro!"
E lei mi da retta eh!

E' la più piccolina di tutte, piano piano si sta inserendo e migliora a vista d'occhio, ma l'importante è che a fine lezione sia entusiasta e si sia divertita, i risultati arriveranno!


lunedì 17 ottobre 2016

Nuova avventura calcistica

Prima partita di campionato, prima partita con la sua nuova squadra, il Piombino.

E' comprensibilmente emozionato, e io più di lui.

Purtroppo la partita la perdiamo ma non conta, triplice fischio, le squadre escono dal campo tra gli applausi, Lorenzo mi cerca con lo sguardo, tutto sporco, le guance rosse dall'aver corso tanto, alla fine mi trova e mi guarda, sembra dirmi "Hai visto? Sono stato bravo vero?", un accenno di sorriso gli affiora sulle labbra.

Va a farsi la doccia, lo aspetto, esce e corre da me:
"Babbo mi sono divertito tantissimo! E anche se si perdesse 10 - 0 io mi divertirei lo stesso! Mi ha messo in difesa, non ci avevo mai giocato, hai visto quelle due scivolate che ho fatto sull'attaccante levandogli il pallone?? Sai l'allenatore mi ha detto che sono stato bravissimo, uno dei migliori!"

Smetto di parlare con gli altri babbi di tattiche e di analisi dei motivi per cui s'è perso e mi concentro su ciò che conta davvero, su ciò che vorrei sempre sentirgli dire, su quella luce negli occhi che vorrei vedergli sempre dopo ogni partita.

Non parla d'altro tutta la sera, siamo a casa, vorrei dirgli tante cose, del tipo "Un domani quando perderete t'incazzerai,dammi retta", oppure "Dove cazzo hai lasciato la maglia da gioco maremma schifa, è della società, ora se non si trova più c'è da ricomprarla e userò i TUOI risparmi" ma lo lascio godersi la sua felicità, il resto non conta.

Bravo Lorenzo, orgoglioso di te, come spesso succede.


venerdì 23 settembre 2016

Una dote fondamentale del partner

Per quanto mi riguarda il partner deve avere una dote importante, ovvero riuscire a farmi ridere.

E moglie su questo non la batte nessuno.

Abbiamo figlio e figlia nella stessa scuola, figlio fa la quarta e figlia la prima.

Arriva una mamma e ci saluta, moglie coglie la palla al balzo per farle una domanda: "Hai visto che ci hanno assegnato la seconda maestra? Ti piace? Che ne pensi?"
La mamma: "Ma veramente? Non lo sapevo mica, credevo che ancora non ce l'avessero assegnata".
Moglie: "Sì, da ieri" e mi guarda con espressione che pare dire "Eh eh ho finalmente trovato una più stordita di me"

Poi però l'espressione di moglie muta,si fa perplessa, e finalmente si capisce cosa la perplime, e pone la fatidica domanda: "Ma te hai il figlio, o figlia che sia, in prima vero??" mentre pensa "Dimmi di si ti pregooooo!!!!"
La mamma la guarda e dice: No sono la mamma di ...., che va in classe con Lorenzo"
Moglie: "Hi hi mi sa che mi devo ancora svegliare bene..."
Io: "Ma no, sono solo le 13:15, fai con calma..."

La mamma se ne va con espressione dubbiosa, probabilmente si chiede se davvero nei 4 anni precedenti non sia mai stata notata.

Anch'io mi allontano, mai come questa volta è bene far finta di non conoscerla

martedì 20 settembre 2016

Marzia, primo giorno di scuola

 Guardo dalla finestra, i bambini entrano all'asilo (che è sotto casa).
"Oddio, Marzia vieni qui mettiti la maglietta e i pantaloncini sbrigati che ci siamo dimenticati che oggi inizia l'asilo dai vestiti è tardiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!"
"Ma quest'anno non vado a scuola?"
Toh....è vero....
"Ti s'è fatto uno scherzo amorina"
Abbiamo rifiutato la realtà fino ad oggi, ma non si può più far finta di nulla, è ora di farsi assalire dall'ansia.

E ci siamo, ahimè.
E' la vigilia del primo giorno di scuola, Lorenzo è ormai un veterano, Marzia invece sta per iniziare un'altra fase della sua vita.

"Marzia sei emozionata?"
"No"
Io si.
"Marzia sei agitata?"
"No"
Io sì.

Mattina dopo

"Marzia hai dormito?"
"Sì"
Io no.
Andiamo.

Siamo davanti alla scuola, Marzia vede le sue due amichette dell'asilo, si abbracciano e non si lasciano più, poi si tengono per la manina fino ad arrivare nei pressi della maestra, che sta aspettando tutti per entrare.
Sono un po intimorite, spaesate, ma allo stesso tempo allegre ed emozionate, non sanno cosa le aspetta e sono curiose di scoprire cosa c'è al di la di quel portone.

Marzia mi prende la mano e me la stringe forte forte, entriamo ed arriviamo in classe, si mette vicino ad una delle sue due amichette.

La vedo così piccola su quella sedia, le manine su quel grande banco, un po spaesata.

Nella classe accanto c'è Lorenzo, che sicuramente, pieno di gioia, penserà "Noo, anche qui??", ma poi credo che sarà un po un punto di riferimento, perché si vogliono un gran bene.

Il momento in cui noi genitori dobbiamo uscire è sempre più vicino, Marzia mi butta le braccia al collo e non mi molla più.

Mi avvio verso la porta, mi volto per un'ultimo sguardo, ma lei probabilmente mi ha già rimosso, sta tenendo banco con le sue amichine, tutti i bambini seduti composti e lei che chiacchiera come se non ci fosse un domani.
In bocca al lupo!
Alle maestre...


martedì 13 settembre 2016

L'importanza dell'approccio allo sport

Inizia la stagione sportiva 2016/2017, figlia inizia uno dei 14 sport che le piacerebbe fare quest'anno.

"Com'è andata la prima lezione di ginnastica ritmica figlia?"
"Si chiama ginnastica ritma!" mi risponde.
"Ok, com'è andata la prima lezione di ginnastica ritmA figlia?"
"Uh bene, ad un certo punto ci hanno fatti sdraiare a terra con gli occhi chiusi"
"Ah, e poi?"
"E poi mentre ero così mi sono addormentata"
"Eh?"
"Sì ma poi m'hanno svegliato"
"Ah..."


domenica 11 settembre 2016

Padre e figlia, dolce risveglio

Ogni mattina in cui non vado a lavorare la mia Marzietta mi viene dolcemente a svegliare.

Adoro questo momento, in cui lei è la prima cosa che vedo quando apro gli occhi e la sua vocina è la prima cosa che sento.

Come stamattina.


Quando ho aperto gli occhi ho avuto paura di vedere Mercoledì della famiglia Addams..

martedì 30 agosto 2016

La nostra vacanzèn fransè (L'agriturìsm)

"Ho prenotato in un bell'agriturismo in mezzo al verde, bello isolato così non ci disturba nessuno!" cinguetta un'allegra moglie.
Molto meno allegra appare quando scopre che è talmente isolato e in mezzo al verde che vaghiamo senza meta in mezzo a campagne, viottoli di montagna, mulattiere, fino a ritrovarci sull'orlo di un precipizio da una parte e un tumultuoso torrente dall'altra e lo yeti...no va beh, insomma avete capito.

Alla fine lo troviamo, molto carino, "Guarda c'è anche l'altalena" grida una giuliva moglie, "su portaci figlia, sembra che stia li apposta ad aspettarti"
Prendo figlia e la piazzo sull'altalena, tempo zero esce una tizia fransè tutta incazzè: "La mia altalenà, cazzo stai a fà??" mi bofonchia.
"je pensav che foss dell'agriturìsm, è colpà de la mi mogliàcc! Com al solìt!"
Afferro figlia e si viene via.

Si arriva alla receptiòns, esce la signora che si mette a parlarci in francese, io annuisco felice non capendo un'accidente ma quella ci parlava con tale entusiasmo che mi veniva proprio spontaneo sorridere a 36 denti.
"Moglie che ha detto?" chiedo senza smettere di sorridere, tipo paresi.
"Boh, d'andare in camera credo, che vuoi che ci dica, appena mi porge la chiave la piglio....uh guarda ci sono tutte le ciabatte, bisogna levarci le scarpe e metterci le ciabatte"

Tutti inciabattati andiamo in camera, poi andiamo a cena, siamo noi 4 e altre due coppie, una coppia francese e una tedesca.

La coppia francese parla francese, la coppia tedesca è un po più poliglotta, moglie starnazza qualche parla di francese e io parlo in taliano, se gli va bene bene, sennò studiano qualche lingua seria, eccheccavolo, ma sempre io mi devo adeguà?? Anzi il toscano devano 'mparà.

Dopo l'antipasto ci portano una specie di lasagne, pasta al forno, con dentro la carne.
La ragazza francese ci chiede cos'è, moglie poveraccia ci prova anche a spiegarglielo, nel suo fransè de merd, "No lasagn, pasticcio di carne...eh amore, non è pasticcio di carne? Come si chiama sta roba?"
"Traduci in francese Che pasticcio Bridget Jones, poi digli carne al posto di Bridget Jones! Ma ti devo dire tutto io??"
"Le lasagn inves comme se fàn?"
Moglie: "Deh...ordunquè, le ragù (questo dev'esse fransè per fòrz)..
"Ragù?"
"Maremma impestè...carn, le sedàn...come si dice sedano in francese??" dice moglie
Moglie cambia abilmente discorso, "Io sto a Torino, Turìn, lui Toscàn"
"Io abito on de bich!" dico tutto soddisfatto.
Questi mi guardano, mi guardano strano..
Moglie: "Gli hai detto che abiti in spiaggia, in inglese"
"Non ho più fame, si va via?"

lunedì 25 luglio 2016

In bicicletta senza rotelle

E' giunta l'ora, Marzia è pronta per imparare ad andare in bici senza rotelle.
Lei è convinta.
Ci riuscirò, che vuoi che sia, se ce l'ha fatta Lorenzo....

Andiamo in garage a preparare la bici, dopo 20 minuti che moglie gonfia una gomma e la stessa non si gonfia neanche di un millibar sistemo correttamente lo spinotto nella valvola, la guardo con espressione "Non capisci una sega come al solito" e gonfio fino quasi a scoppiare.

Tolgo lo spinotto, cioè ci provo...."Moglie un viene più via!"
"Ndiamo levalo incapace!" tuona moglie.
Ci si prova in due, nulla, alla fine viene via, alla fine viene via, insieme all'aria, e la gomma si risgonfia.

Un'ora e un quarto e vari improperi dopo la gomma è gonfia, tolgo le rotelle e ci si avvia verso la piazza dove figlia imparerà a pedalare.

Moglie: "Perché hai tolto le rotelle prima di arrivare in piazza? Ora devi spingere la bici fino a la, non può portarla figlia.."
Azzo... "Ho i miei motivi okay????"

Si arriva, figlia a pedalare non ci pensa neanche, divento gobbo mentre la reggo e la spingo

Per me sto tutto il pomeriggio qui, pensa con aria truce:
Su spingete!

Per provare da soli ci vuole una piccola modifica sullo scarico:
A questo punto possiamo fare anche le corse:
E tutti giù per terra:

Ma voi siete scemi, o mi rimettete le rotelle o si torna a casa!
Fine.
Sarà per la prossima volta.

domenica 10 luglio 2016

Tristezza e solitudine

Se ne sono andati.

Ieri mattina.

La mia splendida famiglia è partita alla volta della montagna, ove resterà per 7 lunghi, interminabili giorni.

Mi hanno lasciato qui, in questa landa desolata, immerso nella mia solitudine, nella mia depressione, da solo con me stesso, a fare i conti con me stesso.
Quei conti che troppo spesso non tornano, o forse che ho sempre avuto paura di fare.

Sono solo.

Mi mancano.

Mi manca di sentire la parola babbo, mi mancano quei baci furtivi con mia moglie dati mentre i bambini non guardano, mi manca il giocare con loro, i cartoni che guardavamo e commentavamo assieme in tv.

Aspetto in ogni momento una loro chiamata, anche se il telefono non m li fa sentire più vicini, e nemmeno le foto che ogni tanto mi mandano.

Stamattina mi sono svegliato, se ne sono andati già da un giorno, e mi sono trovato solo, triste e malinconico, e......e.......e si, mi sono svegliato, due ore più tardi del solito, colazione al bar, mare, pranzo al ristorante sul mare ospite dei miei, e poi di nuovo mare....sopravviverò, o quantomeno ce la metterò tutta, una settimana passa alla svelta!



PS: però cavoli se mi mancano i bimbi, ma si un po anche moglie..

domenica 3 luglio 2016

3 splendidi anni

E' finito un ciclo della sua vita,un ciclo durato 3 anni, anche lei è cresciuta e si affaccia alla soglia delle scuole elementari.

Abbiamo festeggiato, abbiamo riso, abbiamo ballato, ci siamo divertiti, abbiamo mangiato, fino alla premiazione: diploma di scuola materna, cappello del laureando.

Vederla li, assieme ai suoi amichetti, a cantare e recitare, nel pieno del suo centro, e sapere che era per l'ultima volta mi ha messo un po di malinconia.

Ha abbracciato forte forte la sua amichetta del cuore, si divideranno, frequenteranno scuole diverse, lo sapevano e hanno passato assieme tutta la durata della festa.

Un saluto agli amici, un saluto alle maestre, un po di tristezza, qualche lacrima, si chiude una porta su un periodo in cui è cresciuta, si è divertita, ha imparato tante cose, ha creato legami, si lascia alle spalle tanti splendidi ricordi, che porterà sempre nel cuore.

Ebbene si, ho pianto anch'io, se avevate dubbi.