Un aiuto per San Felice

sabato 23 agosto 2014

Idiozia in fase rem

Premessa: il primo ed il terzo venerdì del mese la strada in cui abitiamo viene pulita, una volta lato destro e una lato sinistro, quindi ogni due settimane bisogna calcolare dove e quando avverrà suddetta utilissima pulizia e spostare la macchina sul lato opposto, pena multa e rimozione forzata del veicolo, reciproci insulti e scaricamento delle responsabilità sul coniuge.

L'incubo quindi è sempre in agguato, le macchine portate via dal carro attrezzi, in una strada lunga 100 metri, sono almeno 7 o 8 alla volta,almeno due o tre persone escono correndo in pigiama barcollando a supplicare il conducente del carro attrezzi ad avere pietà che tanto la spostano subito, anzi, come vede dall'abbigliamento stavano proprio uscendo.... un'ora a rimuovere auto e 5 minuti per pulire la strada, altri 5 minuti ed a livello di pulizia è tutto come prima, dato che il vento porta foglie secche etc dall'altro lato.

I cittadini si sono accorti della pulizia strada perché gli portano via la macchina.

Stamani, ore 6:24, nella casa regna il silenzio, siamo tutti felicemente incatenati a Morfeo, quando un urlo gela la casa.
E' moglie: "Marito svegliati!!! E' venerdì e c'è la pulizia strada, senti questo rumore?? Ci stanno portando via la macchina!!!"

E mentre cerco di capire cosa succede, mentre rantolo in cerca di qualcosa da mettermi, sperando di trovare una maglietta e un paio di pantaloni nel raggio di un metro altrimenti è un dramma, vedo ancora tutto appannato e tento di capire se è realtà oppure un incubo.
Butto giù le gambe dal letto, è già un inizio, da qualche parte mi porteranno,quando moglie riprende la parola, stavolta con calma: "Ma no sciocchino ho sbagliato, è sabato, buonanotte".
Si gira di la e...dorme! Subito! All'istante!
Io ovviamente non mi addormento più.

Volevo tranquillizzarvi, non le ho torto un capello, non chiedetemene la ragione però, ho difficoltà a spiegare...

giovedì 21 agosto 2014

Piccoli ciclisti crescono

Mentre Lorenzo vola sui pedali che pare Gimondi, la nostra Marzietta non ha ancora avuto la possibilità di cimentarsi in sella ad una vera bici.
Ha quella col maniglione attaccato dietro dove noi decidiamo dove andare e quando lei cerca di girare noi, facendo leva, alziamo la ruota anteriore e andiamo dove pare a noi, ignorando le sue proteste.

E' giunto quindi il momento anche per lei di provare ciò che vede fare al fratello, anche se ovviamente per il momento necessita del doppio delle ruote, e non per manie di superiorità bensì per un senso dell'equilibrio ancora precario.

Come successo per Lorenzo a suo tempo si parte col nonno, diretti verso il negozio di biciclette.

"Prendiamo una taglia grande" dice moglie, "Così quando cresce non dobbiamo cambiarla subito e un domani potrà andarci al lavoro".

La ciccina non capisce subito cosa sta succedendo, appena vede le bici rimane estasiata, sono grandi quanto quella del Lory, quella più bella è di Hello Kitty, rosa e bianca, lei si fionda subito su quella mentre sembra aver perso la parola.
Fa capire a gesti che vuole quella, solo quella.



Il negoziante la prepara, il nonno paga, la Marzina esce dal negozio in bici, pretende che la si porti in casa, ci va anche in casa, il problema arriva quando le scappa la pipì visto che ci rifiutiamo categoricamente di metterle il vasino legato alla sella.

Siamo al pomeriggio, ovviamente è previsto il giro in bici.
Arriviamo in piazza a spinta, Lorenzo propone subito una gara.

Ci si dispone così: Marzia con la sua biciclettina con le rotelle parte in testa con un po di vantaggio, segue il Lory con la sua, un po più indietro, io con la mia più indietro ancora e moglie che zompetta a piedi accanto alla ciccina.

La ciccina parte senza neanche sapere dove bisogna arrivare per vincere, moglie non se lo aspetta e, con un'occhio sul cellulare e uno sulla pargola (pare strabica) si avvia nella stessa direzione, il Lory protesta asserendo che Marzia bara anche se non è morta, parto anch'io.

La strada, chiusa al traffico, è larga circa 10 metri, è tutta libera eccetto un unico omino, che arranca faticosamente tutto spostato sulla destra.

Marzia lo punta decisamente, io urlo "Marzia frena!!", moglie urla "Marzia sterza" cercando allo stesso tempo su google una soluzione, l'omino ignaro che potrebbero essere gli ultimi momenti della sua vita procede ignaro.

Purtroppo Marzia da retta a moglie e sterza, il manubrio va in sottosterzo, la rotella destra fa da leva e la ciccina viene catapultata dalla bici e cade, ovviamente piano data la velocità, e mentre lo fa entra in scivolata alla Nesta sull'ometto, che chiede come minimo il cartellino giallo.

Il tutto si risolve con omino che raccatta la ciccina, moglie che raccatta il cellulare caduto per lo spavento, io che scendo dalla bici per soccorrere figlia e Lorenzo che va a vincere la gara prendendoci poi per i fondelli perché abbiamo perso.

Marzia non si fa certo scoraggiare, fa un pisolino in braccio a mamma sulla panchina e poi via, di nuovo in sella verso nuove avventure, fino a casa, dentro casa,dove ormai vive in simbiosi con la bici.


lunedì 18 agosto 2014

Racconto di una storia d'amore

Adoro le storie d'amore, adoro osservarle, mettermi nei panni di due innamorati freschi freschi, assaporare quelle emozioni che trasudano dall'anima di chi prova quella sensazione come di farfalle nello stomaco che conosce solo chi è innamorato e chi ha mangiato cozze avariate..

In questi giorni moglie e figli sono in montagna, così esco un po la sera, da solo, e ciò mi permette di avere il tempo di osservare le persone, il mondo che mi circonda ed i sentimenti che lo condiscono, mostrati spesso come un libro aperto a chiunque voglia assaporarli.

Sono fuori, aspetto placidamente di assistere ad uno spettacolo pirotecnico, prendo posizione appoggiato ad un muretto, noto vicino a me una ragazza, sembra assorta nei suoi pensieri ma allo stesso tempo impaziente di qualcosa, forse aspetta il suo innamorato.

E' alta circa un metro e mezzo, pesa circa un quintale, compresi i 10 kg di trucco che ha spiaccicati sulla faccia,i cui lineamenti assomigliano a quelli di un bulldog inglese, i capelli sono biondi ossigenati, ha una camicetta dalla quale si intravede una superficie tondeggiante e levigata, una minigonna che lascia scorgere due gambe degne di Seedorf, le cui curve sembrano quelle della strada per andare a Montieri per quanto sono storte.

Ad un certo punto si avvicina un tizio, un po spelacchiato, dinoccolato, che la scorge, fa un'espressione del viso come a dire "Ma si, ne ho trombate di peggio" e si avvicina.
Probabilmente, se si eccettua qualche serata su you porn, non vede un apparato riproduttore femminile dall'inizio degli anni 80.

"Ciao bella, tu devi essere XXXX"
Lei: "Ciao! piacere, tu sei YYYY"
Si danno un bacio su una guancia, miss Bulldog scodinzola, resiste alla tentazione di leccargli una gota.
Lui: "E' tanto che aspetti?"
Lei: "No, sono appena arrivata"

Secondo me l'onestà dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano, diglielo cazzo che sei lì da almeno 25 minuti ad aspettarlo! Sto per dirglielo io, odio le bugie!
Mi trattengo.
Sto osservando l'inizio di una bella storia d'amore, e questo va oltre, mi rende felice.

Passano 3 minuti di chiacchiere quando due ragazze si avvicinano al muretto e si piazzano tra me e i due innamoratini, sono belle, anzi decisamente gnocche, una ha la malaugurata idea di chiedere al tizio a che ore ci saranno i fuochi artificiali.
Ecco, sto osservando la fine della bella storia d'amore iniziata 3 minuti prima.

Il viscido si gira, le scruta, si collega mentalmente col suo amico in pensione ubicato circa un metro sotto i suoi occhi, probabilmente selettato da tempo immemore sulla funzione manuale, e tenta una cambio tattico: le due gnocche al posto del molossoide vestito a festa conosciuto nei meandri di chissà quale social network.

Il viscido attacca a spiegare la rosa dei venti, il suo passato negli artificieri che gli permette di conoscere a menadito l'origine e l'effetto di ogni di ogni singolo fuoco artificiale, probabilmente sta per arrivare a quando, negli anni 40, gli alleati lo reclutarono per aiutarli, grazie alle sue conoscenze belliche, a sconfiggere i nazifascisti, ma le due tipe lo stoppano per tempo.

Miss bulldog intanto,completamente ignorata, valuta 3 opzioni: mordere, ringhiare o abbaiare, sembra che le stiano sfilando un osso dalla bocca.

Le due tipe, con le ovaie ormai frantumate da quello spaccacoglioni, decidono di trovarsi un posto un po più tranquillo per godersi i fuochi, mentre se ne vanno l'arrapato mentale se le spoglia con gli occhi, scruta attentamente con sguardo spermatozoico il ritmare del posteriore di una delle due, maledicendo la natura umana che non permette di guardare due culi contemporaneamente.

Il sogno si dissolve, deve tornare alla triste realtà, ovvero quella che lo vede in compagnia dell'anello mancante tra l'uomo e il suo migliore amico, la cui caratteristica spera sia la fedeltà.
E' sempre lì, dove l'ha lasciata, il debosciato deluso riapre la discussione, ma lei ha una dignità, non è che puoi abbandonarla in autostrada e poi riprenderla come se niente fosse.

Ringhia, sbava, ma decide di abbaiare una sola parola: "fanculo".
E se ne va.

E non ho nemmeno dovuto pagare il biglietto!

sabato 9 agosto 2014

Si sta appassionando?

Lorenzo e il calcio.
Siamo partiti dal punto che quando vedeva una palla si allontanava, tante volte scoppiasse, onde evitare di morire nella deflagrazione, oppure c'era anche la possibilità che la stessa potesse contenere qualche sostanza urticante,tossica o comunque dannosa.

Poi piano piano l'evoluzione.
I primi sguardi a qualche spezzone di partita, le prime domande disinteressate, le prime considerazioni.
"Quella è una partita di calcio babbo?"
"Sì Lorenzo, per chi tifi?"
"Per quell'omino vestito di nero, quello col fischietto, chissà come si diverte lì a fischiettare"

Dopo qualche mese l'oggetto del tifo si sposta, "Io tifo per il portiere"
"Quale?"
"Tutti e due"
Da qui si fa regalare e indossa la maglia di Buffon, ma quando a scuola gli dicono che la Juve ruba gli sorge un dubbio: "Chi è il portiere della Juve? Quella squadra che imbroglia"
"Buffon"
La maglia di Buffon viene accantonata.

Nel frattempo sceglie la squadra del cuore, la Fiorentina, su consiglio mio.
Si fa regalare la maglia di Mario Gomez.

Arrivano i mondiali, vuole vedere l'Italia con me, rimane deluso, specie quando il Costa Rica ci segna il quarto gol, prima che gli specifichi che i successivi 3 sono solo replay, il gol che vede è sempre lo stesso.
"Meno male..."
Rimane deluso, ma conosce Messi,segue l'Argentina.

Vede i servizi sui mondiali al tg, guarda i gol delle partite del giorno precedente, si chiede come mai cambino squadre e punteggio ogni 2 minuti, gli spiego che sono gol registrati di più partite, non di una sola.
Vuole la maglia di Messi del Barcellona, la ottiene.
Il suo migliore amico tifa Inter.
A babbo piace il Livorno.
Dalla parte dei nonni materni, mamma compresa, tifano Torino, eccetto suo zio Daniele juventino, ma ha il divieto di tifare Juve.
Decide quindi di tifare Fiorentina, Inter, Barcellona, Torino, Livorno, Italia e Argentina.

Chiede quando si giocherà Argentina - Juventus, gli spiego che sono campionati diversi, allora chiede di vedere Argentina - Fiorentina.
Gioca alla psp, al gioco del calcio, lui tiene il Barcellona e gioca quasi sempre contro il Gubbio, perdendo.

Si compra un pallone, ci vuole giocare sempre, da solo, con gli amici e con me.
Ovviamente quando gioca con me le regole le fa lui, cioè solo i suoi gol sono validi.

Alla fine l'inevitabile richiesta: "Babbo a settembre voglio iscrivermi ad una scuola calcio"
Mamma contrariata, io non entusiasta, proverà perché è giusto che provi, anche se non so se mi farebbe piacere se si appassionasse.

"Babbo mi porti allo stadio?" mi dice qualche giorno fa.
"Certo Lore, cosa vorresti vedere?"
"Il Barcellona"
"Ma non importa stare in zona eh, possiamo anche spostarci..."
"Va bene babbo, allora andiamo a vedere l'Argentina"
Appunto..

venerdì 25 luglio 2014

Mini vacanza a Nizza

Andiamo 2 giorni a Nizza per affari, unendo l'utile al dilettevole di una mini vacanza.

Moglie prima di partire: "Non mettere gasolio, in Francia costa meno!"
Io: "Taci donna, sai una sega te di quanto costa il gasolio in Francia, l'unica volta che hai fatto rifornimento a questa macchina ci hai messo la benzina, e meno male che non ci hai messo il gas.."

Arriviamo a Nizza, gasolio a 1.2 euri al litro, la paternale di moglie mi accompagna per tutta la durata della vacanza.

Sbagliamo strada solo 4 o 5 volte, non possiamo neanche dare la colpa al navigatore perché all'estero costava troppo, quindi ci scambiamo la colpa tra di noi.

Arriviamo in albergo, moglie parle fransé parecchio bien, quindi dopo aver amabilmente disquisito con la tizia alla reception e non averci capito un cazzo leggiamo il numero della camera sul foglino che ci ha dato col codice da mettere sulla tastiera.

La stanza è carina, ha un letto matrimoniale e due lettini singoli sul soppalco, dove spediamo figli, per una trentina di secondi circa prima che le loro rimostranze non mandino me su a farmi prendere a calci da Lorenzo per tutta la notte e moglie giu a fare tante coccole a Marzia (Per inciso non si dorme neanche stanotte).

Dopo una cena a base di crepes (pronuncia crep) che Lorenzo voleva farmi ingoiare tutta intera e Marzia voleva farci un freesbee perché gli facevano schifo, ci ritiriamo nelle nostre stanze, non prima di aver percorso una 20 di inutili km laddove avremmo dovuto farne 3 ma moglie di notte non ci vede e mi diceva le strade a caso.

La mattina scendiamo per la colazione, e qui cominciamo a vedere le differenze con i francesi:
frotte di piccolo automi si siedono composti ai loro posticini, mentre Marzia sbercia perché non vuole fare colazione bensì rubare tutti i foglietti illustrativi dell'abergo sulle cose da vedere per la sua collezione, Lorenzo non vuole bere il cioccolato perché sostiene essere caffè e moglie tenta di sovrastare le urla di Marzia intimandole con minacce di punizione corporee il silenzio.
Un bimbo francese vicino al nostro tavolo fa il verso a Lorenzo che fa i capricci, ovviamente senza emettere alcun suono, sia mai.

"Lorenzo falla finita, lo vedi che ti piglia per il culo anche questo bimbo scemo qui accanto?"
(Lorenzo stava cercando di mangiare la brioche senza usare le mani)
Dopo 3 morsi la lascia li.
"Lorenzo mangia" intima moglie.
"Non ho fame, anzi non mi piace" risponde il Lory.
"Allora cosa vuoi?"
"Una fetta di pane bianco" dice il Lory.
Moglie si munisce di pazienza,si alza e lo va a prendere, glielo mette davanti.
"Tostato ovviamente"
Le urla isteriche di moglie raggiungono gran parte della Francia, adesso ci guardano tutti.
Marzia intanto vuole la brioche, no anzi il panino, no anzi la nutella e basta, no anzi il pane bianco col tappo, no anzi togli il tappo, no anzi vallo a tostare, no anzi....
"MANGIAAAAAAAAAAA!!!! CRISTO DI DIO!!!!"
La famiglia vicina al nostro tavolo spaventata se ne va col boccone in bocca, Marzia piange a dirotto, Lorenzo protesta che anche se al momento non ha fame una volta tornati in camera potrebbe venirgli, quindi ci consiglia di fare scorte di cibo da portare via.
Quando viene a conoscenza del fatto che non riceverà più nulla fino a pranzo viene colto da una fame improvvisa e piange anche lui,così, per solidarietà.
I pargoli vengono portati via a forza dalla stanza della colazione e caricati in macchina.
Prima di lasciare l'albergo,dopo essere usciti dalla stanza una cameriera francese ci dice qualcosa.
"Moglie che ha detto?"
Moglie: "Ci ha chiesto se stiamo andando via"
Io: "si, cioè uì"
Ma la cameriera lo ripete, "Moglie, cosa dice???"
Moglie: "Ci chiede se stiamo andando via!"
"E allora diglielo te uì, che il mio non gli garba!"
Ma la cameriera non si accontenta nemmeno del uì di moglie, torna indietro e tira la porta di camera nostra a se.
Moglie: "Se lo avesse detto lentamente di chiudere la porta!"
Ovviamente non è colpa del fransè de merd di moglie.

Arriviamo al centro commerciale, dove un'altra schiera di piccoli automi camminano vicino alle madri senza fiatare, muovendo meno muscoli possibile e, se proprio ce n'è bisogno, muovendo impercettibilmente la mandibola per emettere qualche piccolo suono atto a far capire le esigenze.
Moglie deve fare un salto in banca, "Tu intanto gira un po la città" mi dice
Certo, con due bambini, in una città che non conosco dove parlano una lingua che non conosco, si va al mega centrone commerciale va, non prima di aver comprato alcune cartoline da spedire a parenti e amici.

Nel centro commerciale non ci sono panchine ne posti dove sedersi, eccetto bar, ma riusciamo a trovare uno spazio con dei divanetti, ci sediamo li, Lorenzo scrive le cartoline, Marzia vorrebbe fare lo stesso ma ci sono un paio di problemini: c'è una sola penna e Marzia non sa scrivere.
Ma Marzia s'incazza ugualmente, e strilla.
Decine di teste si voltano all'unisono, guardandoci.
Sono tentato di allungare una pedata a uno di quegli odiosi bimbetti perfettini per vedere cosa fanno.
Nel frattempo torna moglie, mentre cerchiamo di spiegare a Marzia che non sa scrivere e che deve aspettare che Lorenzo abbia finito di riempire le cartoline quest'ultimo si innervosisce perché non trova risposta alle sue domande relative alla compilazione, ovvero Cosa ci scrivo; dove scrivo; dimmi la via; dimmi il paese; dimmi la nazione; dimmi cosa devo scriveREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!"
"Parla piano!!" sbotto."Non vedi che questi si incazzano??"
Nel frattempo si gira un signore anziano che ci farfuglia qualcosa in fransè, palesemente infastidito.
Ma guarda questo vecchio rimbecillito, "Se vuoi silenzio stai a casa!".
Moglie mi fa notare che quella è una zona di riposo.
E allora si riposi senza rompere i coglioni...ma in verità credo che ci stesse provando.

Finalmente ce ne andiamo, dopo aver pranzato, rovesciato per terra la Coca, una decina di patatine, un cucchiaino di yogurt e mezzo ghiacciolo e saliamo in macchina.
Marzia si addormenta subito.
Lorenzo no.
Lorenzo chiede quanto manca.
3 ore.
Dopo un po Lorenzo chiede di nuovo quanto manca
2 ore e 59 minuti
Passa un po e Lorenzo piangendo annoiato chiede di nuovo quanto manca
2 ore e 57 minuti
Lorenzo piange annoiato e dopo un po' chiede di nuovo quanto manca
2 ore e 55 minuti porca putt.....
"All'andata ci avevamo messo meno!! E' colpa vostra"
In preda alla noia sveglia Marzia, così sono in due a rompere le scatole, alla fine però arriviamo, stremati ma vivi, mai più e mai poi!


lunedì 14 luglio 2014

Cavallino matto, report fotografico

Giornata al cavallino matto, alcune foto riassuntive della giornata.

Corso di guida sicura per bambini, obbligo di accompagnamento da parte di adulti, ognuno la vede a suo modo:





Battaglia sulle acque:


Gita in canoa:



Sulle rapide:

giovedì 26 giugno 2014

Anch'io dico la mia sui mondiali!!!

Anch'io parlo di calcio ed esterno le mie impressioni tecnico/psyco-tattiche!!
Tanto per non rimanere indietro, oltretutto mio figlio mi chiedeva se lo scopo di questo sport fosse tirare la palla nella porta avversaria e come mai tutti si astenessero rispettosamente dal farlo.

Immobile lo è stato, di nome e di fatto;

Buffon ha rappresentato un po' tutti, ma rigorosamente con la i finale;

a Cassano per fortuna hanno fatto domande alle quali bastava rispondere con SI o NO,peraltro gesticolando per tentare di fargliele comprendere meglio, ma prima hanno dovuto spiegargli la differenza tra le due opzioni.
Peccato che poi gli abbiano voluto talmente male dal fargli rovinare tutto, ovvero l'hanno fatto scendere in campo;

Destro è rimasto a casa per una mera questione politica, Prandelli è renziano doc e quindi di sinistra, si fosse chiamato Centrodestro o al limite Ambidestro avrebbe sicuramente avuto più chances di arrivare ad un compromesso;

Rossi è rimasto a casa anche lui per ragioni politiche, Prandelli è renziano ma il pd non ha nulla di rosso, e quindi di comunista;

Balotelli in 23 anni ha fatto più cazzate di Del Piero, Maldini, Costacurta, Baggio e altri fior di campioni (tutti messi insieme in tutta la loro carriera) che lo hanno preceduto ma è nero per cui se lo si dice siamo razzisti (stendendo un velo pietoso su quei poveri imbecilli che lo sono davvero), quindi diciamo che se non fosse stato per lui ci avrebbero eliminato prima della partita con l'Uruguay, che non ci avrebbero nemmeno fatto disputare;

Cerci giocava nel Pisa, per cui... più di tanto...;

Marchisio ala sinistra non ci aveva giocato neanche alla play station;

onore a Prandelli che si è dimesso, purtroppo con tre partite di ritardo;

il capitano, da ottimo capitano, si è assunto le sue responsabilità, ovvero quella di aver limitato i danni, scaricando le colpe della figura di merda sul negro, l'analfabeta, la bella statuina e altri loschi figuri arrivati li chissà come;

è stata anche una questione di motivazioni secondo me, Suarez ad esempio rispetto ai nostri attaccanti o presunti tali, aveva più FAME di vittoria, è stato più INCISIVO ed ha letteralmente MANGIATO il suo diretto marcatore.

Finisco dicendo che se fossi un giocatore dell'Italia avrei continuato le vacanze in Brasile, oltretutto non c'era più nemmeno quella gran rottura di coglioni di dover giocare quell'assurda partitella infrasettimanale.
E ora boicottiamo il mondiale!!

mercoledì 25 giugno 2014

Mondiali di calcio

Mondiali di calcio 2014, aspettavamo che l'Italia facesse un tiro in porta:





giovedì 19 giugno 2014

Al Cavallino Matto

Siamo d'accordo con C. , amico di Lorenzo, e col padre, per passare una giornata al parco divertimenti il Cavallino Matto, 4 uomini,  donne a casa.

Il Lory la mattina scalpita, ma visto che è presto fa un po di compiti, dopo 10 minuti esclama "Babbo ho letto le prime due pagine del libro delle vacanze"
"Bravo Lore" gli rispondo mentre guardo cosa ha letto, "Hai appena letto l'indice".
Incavolato perché a suo dire lui non legge le dita ci si prepara per partire.

Moglie è in fibrillazione (probabilmente per la voglia di spedirci fuori dalle ovaie) e prepara lo zaino, con coca cola, the, acqua surgelata (una bottiglietta con un blocco di ghiaccio dentro), grissini, biscotti, pantaloni e maglia di ricambio, biglietti gratis, soldi, chiavi di casa, qualcosa da leggere, medicine, creme solari più qualche altro oggetto a caso giusto perché c'era sempre posto.

Passano C. e padre a prenderci, si parte.

Arriviamo, i pargoli individuano subito le giostre dove gli piacerebbe andare: è lontano ma vedono il galeone, quello che dondola a bestia tipo mega altalena.

"Andate andate pargoli, divertitevi!" tentiamo di dire io e il babbo di C.
Ma c'è scritto chiaro "Bambini sotto il metro e 30 accompagnati da adulti"
"Lorenzo i bambini qui non ci possono andare" dico con un sorrisone sulle labbra, prima di pensare "Cavolo ha imparato a leggere!!"
Lore: "Non è vero, c'è scritto che posso andarci ma mi devi accompagnare"
Porca puzzola...ma guardo il babbo di C., e tento: "Che fai vai te con entrambi e poi te la rendo in qualche modo? In qualche altro gioco pauroso dai.."
Il babbo di C. accetta ma Lorenzo mi guarda con l'occhio languido, ok vado anch'io.
Ci sediamo, dietro di noi ci sono 3 ragazzini, uno ha paura e si raccomanda al tizio della giostra di andare piano, io cerco di sostenerlo annuendo, ma il tizio, insensibile, gli consiglia di scendere perché lui non regola la velocità, quella giostra va solo forte.

Si parte, il mio stomaco varia posizione tra la gola e il sedere, il ragazzino dietro intanto urla "Bastaaaaa!! Ferma!!!! Moiooooo!!! Mi sento maleeeee!!!"
Ma la giostra va.
Mi giro:"E urla piccolo essere inutile! vedi che non ti sente?! su fai finta di morire, svieni, rantola,sbraita fai qualcosa che ho paura!!!"
Il ragazzino sbercia, la giostra dopo un po rallenta, i pargoli si divertono, io e il babbo di C. siamo più morti che vivi, il ragazzino dietro capisce che ci stiamo fermando e urla "Già finito?? Su più forte!!"
Mentre mi giro per tentare di picchiarlo mi viene un conato di vomito e mi risiedo, è finita, mi trascino via...

"Babbo mi porti sulle montagne russe?" mi dice un entusiasta Lorenzo
"Ma te sei tutto scemo!" Non invento neanche scuse, no e basta, ci andrai quando sarai maggiorenne!
"Allora andiamo sulle barchette che spruzzano l'acqua!" gridano all'unisono i piccoli assassini.
"Bravi, andate" rispondiamo noi babbi in coro, e ci mettiamo a bordo gioco per aspettarli, tentando di ingoiare lo stomaco che continua a fuoriuscire dalla bocca.
Nella barca dopo quella dei pargoli ci sono due donne quarantenni, che iniziano a fare la guerra con i nostri pargoli, non si fa neanche in tempo a prenderle per il culo che se ne accorgono e, visto che quelle barchine di merda possono sparare anche fuori dal gioco ci fanno il bagno! Streghe!
I pargoli escono tutti fradici da quel gioco, gli cambiamo gli abiti, moglie però si è dimenticata di mettere le mutande di ricambio al Lory, e non c'è nemmeno nulla di tutte quelle inutilità che posso usare al loro posto, amen, sta senza.

Imparare il codice della strada con le macchinine è il prossimo obiettivo, c'è infatti una pista dotata di segnali stradali, semafori, rotonde, dare precedenza e voce proveniente dalla macchina stessa che indica cosa bisogna fare.

Ressa per entrare, Lorenzo vuole la macchinina rossa, afferro lo scalpo di una tizia che ce la stava fregando e ci tiro dentro il Lory.
Nel frattempo una signora sui 40 anni è pronta alla partenza, il gestore la avverte che è un gioco per bambini e che gli adulti possono andare solo per accompagnarli, la tizia risponde che volevano solo fare le corse (!?!?) ma cede e si siede vicino al figlio.

Ci danno tutte le istruzioni, "Non tamponatevi e bla bla bla"
Si parte, quelli davanti avanzano di un metro e poi si fermano, un altro metro e poi si fermano, noi non possiamo andare se babbo e figliolo non si tolgono dagli zebedei
"Lore appena si rifermano prendi la rincorsa e piantagli una legnata, dopodiché farò finta di sgridarti ma almeno sarà chiaro il messaggio.
SBAMM! Tramortiti! Grande Lore!
Teniamo la parte: "Lore!! non si va addosso alle altre macchine, nemmeno a quelle che hanno il singhiozzo!"
Lorenzo ride,siamo poco credibili.
Finisce la sessione, Lorenzo preferisce l'autoscontro ad una barbosa lezione di guida senza incidenti e testacoda.

Dopo pranzo si va su un affare con delle macchine in stile anni 60 attaccati ad una piovra, bambini accompagnati da martiri, dice il cartello.
"Vanno solo su e giù" dice il babbo di C.
Strano però che per una cosa così ci voglia l'accompagnamento.
Per fortuna non rientriamo nel primo turno, così mentre aspettiamo il nostro vediamo che quel troiaio gira su se stesso alla velocità della luce.
Senza consultarci io e il babbo di C. afferriamo di forza i nostri piccoli eredi e li trasciniamo via a forza rischiando una loro lussazione della spalla e facendoci strada a gomitate, senza addurre peraltro motivazione alcuna.

Spettacolo degli alieni, veramente bello, Lorenzo appena finito dice "Ma secondo me non è un alieno vero"
"Grazie al ca...ma no dai Lore, non si sa mica"

"Abbiamo fame" protestano i pargoli.
"Cosa volete?"
Una granita
Va beh, per quando avrete sete vi prenderemo un gelato.
Ci si avvicina al banco dove danno i recipienti, tutti tecnologici, per prendere la granita e ne ordiniamo due piccole.
7 euro e 80.
Che sono, d'oro?
Comunque, tanto Lorenzo ne berrà si e no metà, almeno bevo un po anch'io.
"Che gusti vuoi Lory?"
"Anguria e fragola".
Ma dai, che schifo!
"Non li hanno, c'è rimasto menta..."
"Non è vero, eccoli li!"
Uffa, quanto era bello quando non sapeva leggere..

Piccolo incidente a Lorenzo, ha un graffietto sul gomito, procuratosi nella gabbia delle palline.
Pare che gli abbiano sparato, rantola e piange per i successivi 47 minuti,siamo a metà della stesura del testamento quando vede quei carrellini bastardi che vanno a 540 metri d'altezza e che ogni anno provocano miriadi di infarti ai malcapitati genitori e gli passa tutto.
"Si va?????"
"Fondamentalmente preferivo quando morivi...."
"Eh?"
"Sì...sic..."
Entriamo nel carrellino, C. e il padre davanti, io e Lorenzo dietro, si parte.
Pare di essere Automan, quello che prendeva le curve a 90 gradi e rimaneva spiaccicato nel finestrino, noi non abbiamo neanche il finestrino, rimaniamo spiaccicati e basta.
Finita anche sta tortura, tramortiti ma vivi.

Speedy gonzalez e il topo zorro non necessitano di accompagnamento per fortuna, poi si vede quel gioco del disco che scivola sull'aria, l'obiettivo è fare gol prendendolo a sberle con un affare di plastica.
Dopo 5 minuti di ricerche di monete adatte provo ad infilare i 50 centesimi, non li prende, ci riprovo e ci riprovo, niente.
Li prende Lorenzo, li infila e giocano.

La giornata è finita, Lorenzo si ricorda di aver male al gomito e riprende ad agonizzare, anche una volta entrati in macchina, ci siamo divertiti e, anche se non ci crederete, è sopravvissuto ed ha ancora l'uso di entrambe le braccia..

sabato 7 giugno 2014

Finita la scuola..

Caro Lorenzo, un anno è passato da quella mattina in cui ero li con te davanti a quella scuola immensa, eri piccolo piccolo in mezzo a centinaia di bambini, eri spaesato, non sapevi cosa ti aspettava.

Sarei voluto venire in classe con te, sedermi vicino a te, per farti sentire meno solo, per farti sentire il mio calore.

Poi hanno fatto l'appello, poi ti ho visto sparire dentro quell'edificio, tenevi la manina al tuo amico,avevi sulle spalle quello zaino più grande di te, quel portone vi ha inghiottiti lasciandomi li in un misto di emozioni, con una lacrima che faceva la lotta per uscire.

E' passato il tempo, sono passai i giorni, hai iniziato a leggere, a scrivere, a fare le addizioni, a fare le sottrazioni, le maestre si sono sempre dette molto contente di te, sia come studente sia come persona.

Ogni giorno ti ho accompagnato davanti a quel cancello e ogni giorno sono venuto ad aspettarti all'uscita, ogni giorno fino a ieri, quando tra bimbi che piangevano per la fine delle elementari e bimbi felici per l'inizio delle vacanze sei uscito anche tu, sempre piccolo, con quello zaino immenso che ti spuntava dalle spalle.

E' passato un anno scolastico, sei cresciuto, sei maturato, ti stai facendo una cultura, ti sei fatto molti amici, ti sei fatto ben volere da tutti.

Ora goditi questi mesi spensierati, tra mare e montagna, con i tuoi amici e la famiglia, te li sei meritati.

                                                                                                                                  Il tuo babbo