Un aiuto per San Felice

martedì 21 ottobre 2014

Sventure a 2 ruote

Dopo 7 anni in compagnia di uno scooter 125 comprato di quella cilindrata su richiesta di moglie ("Così ci posso andare anch'io!! Evvivaaaa!!"), richiesta assurda ("In 7 anni ci sono andata ben una volta, ho avuto paura e mi ha pure punto un'ape, basta, non ci salgo più!!") decido di separarmene (dallo scooter, non dall'essere che me lo ha fatto comprare), visto che come assicurazione spendo tanto e non ci posso andare neanche in superstrada.

Devo sceglierne uno che mi aggrada, rimanendo basso sulle spese, così ne scelgo uno 200 di cilindrata.
Ci mette 3 mesi ad arrivare ma,dopo qualche discordia di troppo col concessionario (stendiamo un velo pietoso) finalmente arriva.

Ci scorrazzo entusiasta, fino a che,dopo pochissimi mesi, la ruota dietro mi si blocca, comincia a fare un rumoraccio che mi costringe a fermarmi: il parafango posizionato sulla ruota si è staccato ed è stato risucchiato dalla ruota stessa e lo sbatacchia nella carrozzeria, fino a perderlo per strada.

Vado dal meccanico, nel frattempo la frizione fischia ogni volta che il motorino si scalda.

Il responso del meccanico è impietoso: il parafango non è in garanzia, pare sia una cosa normale perdere pezzi di scooter per la strada e rischiare di cadere, mentre la frizione "Smette da se", guarisce quindi, come quando noi abbiamo il raffreddore.
Devo essere scambiato per un arbitro ogni volta che parto da uno stop o da un semaforo, certe volte al mio passaggio sento gridare "Rigore per la Juve!"

Dopo non aver risolto le prime passiamo alla successiva sventura,che si manifesta con il singhiozzamento del motore, così lo porto dal meccanico singhiozzando, singhiozziamo entrambi, io per la tristezza di aver preso uno scooter del cazzo e lui perché è difettoso.

Il meccanico mi fa il reset.
Se mi fai il reset mi si spegne quella lucina rompicoglioni sul cruscotto ma il problema rimane, "si ma te riprova".
Riprovo e glielo riporto, sempre col problema e sempre singhiozzando anch'io.
Mi fa di nuovo il reset, poi mi insegna a fare il reset, così facciamo tutti assieme appassionatamente il reset, lo insegno anche a moglie e figli per poter così fare un bel reset familiare.
Quando ci annoiamo, invece dei soliti giochi da tavolo andiamo in garage e facciamo tutti un bel reset.

Torno dal meccanico, se tra un reset e l'altro mi aggiusti il guasto ti prometto che qualche reset continuerò a farlo lo stesso, in memoria dei vecchi tempi.
Ma lui tra un reset e l'altro preferisce andare in pensione.

Porto lo scooter sempre più singhiozzante ad un meccanico a 30 km di distanza.
Per il parafango niente da fare, "tanto costa poco".
Tranquillo non ci spendo neanche quel poco, sta senza.

Per il singhiozzo premetto di non fargli il reset ma di cercare il problema e risolverlo.
Sostituisce un pezzo, in garanzia, e risolve il problema. Wow!

Per la frizione "A me non fischia, ma sai io gli do gas, bisogna dargli gas a manetta, se si va pianino è logico che la frizione apre e chiude e apre e chiude e apre e alla fine si stufa e ti fischia fallo".
Ah ecco, o sei Pedrosa o non sei fatto per avere uno scooter, per esempio quel signore ultrasettantenne lì guarda come sgomma, te credo non gli fischia la frizione!
Le rotonde ovviamente le faccio in piega onde evitare di rilasciare il gas e irritare la frizione, le frizioni son suscettibili, si sa.

Premetto che il mio scooter prevede il tagliando ogni 2000 km, in pratica se li evitassi a fine garanzia con quello che risparmierei mi comprerei un motorino nuovo, purtroppo la stessa però mi verrebbe a decadere.
Lo scooter al momento del tagliando ha 3000 km, il tagliando è stato fatto 1000 km prima.

Che bello avere la garanzia, risoluzione dei problemi gratis!
Gli chiedo quanto gli devo, aspettando come risposta un "niente, sei in garanzia", invece la risposta è questa: "Ti ho fatto un tagliandino, dammi 50 euro va.."
Quel "va" finale probabilmente lo ha aggiunto per evidenziare il fatto che mi ha fatto un favore.
TagliandINO?
Cioè mi hai controllato l'olino, il fanalino, il frenino e il filino del gassino?
O più probabilmente non gli hai fatto un bel cazzino..
Evito di far discussioni sul fatto che il tagliando era stato fatto 1000 km prima quindi era inutile, che 50 euro in tasca mi avrebbero fatto comodo e che le ho buttate nel cesso, apprendo che gli devo riportare lo scooter a 5000 km e non a 4000, proprio grazie al tagliandINO.
Se tra i 4000 e i 5000 km mi succede qualcosa come faccio con la garanziina?
"In qualche modo si fa"

Parto con un bel burn out, per non indispettire la frizione, sembravo lui:

Torno a 5000 km dal meccanico, che mi chiede perché gliel'ho portato a 5000 e non a 4000, gli spiego che è una conseguenza delle sue cazzate, così mi dice di telefonargli per prendere l'appuntamento.
Cioè, torno a casa e ti telefono?
So che magari può esserti sfuggito ma sono qui davanti a te, se allunghi una zampetta puoi persino toccarmi.
"Sì ma hai visto, c'è un po di casino, l'alluvione, mi telefoni anche settimana prossima e ti dico quando venire"
Certo l'alluvione, il riscaldamento globale, il buco nell'ozono, ma devi solo cambiarmi l'olio e fare finta di controllare qualcosa, ce l'avrai una cazzo di agendina per vedere gli impegni che hai e darmi un'appuntamento maremma ladra impestata??
"No via telefonami"

Prossimo obiettivo, telefonare sì, ma al meccanico a 60 km di distanza, se si rivelasse una barzelletta anche quello rinuncio alla garanzia,fanculo, basta...

sabato 18 ottobre 2014

La piccola danzatrice

Per vederla volteggiare in aria, esibirsi di fronte ad un grandissimo pubblico in festa, librarsi in aria come una libellula, danzare sulle punte dei piedi leggera come una piuma, incantare il mondo intero....dicevo, per fare tutte queste cose ci sarà tempo, cominciamo dall'inizio, l'abbigliamento!





venerdì 10 ottobre 2014

Da padre a figlio

Caro Lorenzo, figlio mio, sangue del mio sangue, stai crescendo e stai facendo esperienze, stai imparando sempre cose nuove.

Fai tesoro di ogni cosa che impari, ti potrebbe sempre servire per il futuro, per imparare a capire le situazioni e le persone, che si differenziano molto tra loro.

Anche oggi hai imparato una cosa nuova, ad esempio che ci sono persone assai strane, anche se pensi di conoscerle perché le frequenti quotidianamente non finisci mai di comprenderle fino in fondo.

E così oggi, dopo essere uscito da scuola alle 12:45 ed aver invitato a pranzo il tuo amichetto, gli hai fatto una proposta su come passare allegramente il tempo libero che lo separava dal tornare a casa sua, ovvero fare i compiti per lunedì.

Capisco la tua profonda delusione nel renderti conto che il tuo amico non sprizzava esattamente gioia da tutti i pori, si aspettava forse che tu gli facessi qualche proposta inadeguata, tipo qualche gioco assieme giacché eravate usciti da scuola solo un'ora prima.
Anch'io mi chiedo come possa essergli venuta in mente una cosa del genere.

Coraggio figlio mio, la vita è fatta anche di delusioni, e di persone assai strane...

martedì 23 settembre 2014

Evoluzione del linguaggio

Marzia fatica ancora un po a parlare correttamente, secondo me le ci vuole un po di esercizio, e non con noi intendo ma con delle persone estranee, che magari parlano con accenti diversi.
Cioè, è donna, è logorroica come sua mamma, ma fatica ancora un po a farsi capire bene.

Avendo in casa il telefono fisso ma non avendo dato il numero a nessuno perché non lo usiamo, o meglio lo usa moglie per autochiamarsi per vedere dove ha messo il cell (sperando di non avere a modalità silenziosa altrimenti addio...), ogni chiamata che riceviamo proviene da qualche call center che ci fa offerte.

Dato che le abbiamo ascoltate tutte e più volte e non ci interessano, da vero genio del male decido di unire l'utile al dilettevole.

Suona il telefono di casa, "Marzia rispondi".

"Un sogno!"pensa il piccolo squalo tigre mentre si avventa su quell'apparecchio squillante temendo che possa cambiare idea.

"Pontooo?? Ciao, sto guaddando Peppa Pig, George ha percio il dinosauo, ma poi l'ha ritrovato...no non c'è mamma, sai che oggi ho fatto la cacchina sul vate e non nel vasino? Eh sono gande....ponto? Pontooo??"

E da quel giorno ci ha preso gusto, dovreste sentire che chiacchierate che si fa con le operatrici call center!

mercoledì 17 settembre 2014

Monopolino

Pomeriggio di fine estate, famiglia in casa che si riuscisce intorno a un tavolo, ove giace una scatola contenente il Monopoli per bambini, ovvero il Monopolino.

Vengono distribuiti i soldi, 8 euro a testa, si può cominciare.

Tira Lorenzo, rischio, paga 50 centesimi.
Tira moglie, acquista una casupola diroccata da 20 centesimi.
Tiro io, acquisto una catapecchia dallo stesso valore.
Tira Marzia, vince 50 centesimi, ritira e compra un attico.

Tira Lorenzo, finisce sull'attico di Marzia e le deve elargire un bel po di soldi.
Tira moglie, rischio, paga 50 centesimi, ritira e finisce sull'attico di Marzia, le sborsa un po di soldi anche lei.
Tiro io, finisco sull'attico di Marzia, pago.

Marzia non sapendo leggere si dedica solo al lancio del dado e all'amministrazione finanze (le impila in mucchietti di eguale altezza) e deve essere aiutata.

Dopo 10 minuti Lorenzo ha speso circa 6 euro e varie lacrime, moglie ha circa 3 euro, io sui 4 e Marzia sulle 23 euro.

Dopo 20 minuti Lorenzo dichiara bancarotta fraudolenta, moglie ha circa 3 euro e qualche casetta scalcinata, io sulle 4 euro e qualche costruzione su cui non si ferma nessuno e Marzia ha comprato un po tutto il comprabile e si lamenta perché non ha più posto ove impilare monete.

Lorenzo piange, quando io tiro il dado e finisco di nuovo su una proprietà di Marzia e devo sborsare altri contanti sbotto: "Ma guarda te che cu....che curioso questo gioco!!"
Finisce la partita, Lorenzo fallito, moglie ha 2 euro e 50, io 3 e 50 e Marzia 26 euro.
Marzia ci prova, "Ci fa un'attra pattita?"
Tre voci rispondono all'unisono: "NOOOOOO!!!!!!!!!!!!!"


mercoledì 10 settembre 2014

Campione di sportività

Mattinata al parco con Lorenzo, dato che se dio vuole è ricominciato l'asilo e almeno una la mattina ce la smolliamo...cioè, data la mancanza di Marzia che è tornata all'asilo ho potuto portare al parco solo Lorenzo.

Portiamo il pallone, certo.

Facciamo i rigori?
Dato che con Lorenzo portiere i tiri che gli faccio hanno i seguenti esiti:
- Parata 80%
- Quasi parata 8% (che non è ovviamente gol)
- Fuori 1%
- Alto 1%
- Fuorigioco (qualsiasi cosa voglia dire) 1%
- Non vale perché l'hai presa di mano 1%
- Non vale perché eri troppo vicino 1%
- Non vale perché eri troppo lontano 1%
- Non vale perché hai tirato troppo forte 1%
- Non vale perché non ero pronto 1%
- Non vale perché mi hai distratto 1%
- Non vale perché stavo parlando 1%
- Non vale e basta 1%
- Gol ueeeeeee 1%
sono un po titubante.
Ma sì, facciamo i rigori.
Ne tiriamo uno per uno.
Almeno in teoria, in realtà ne tiro uno io e lui tira finché non segna, poi tocca di nuovo a me.
Stavolta facciamo a una porta sola, in genere ne abbiamo una per uno, la mia larga 12 metri e la sua una cinquantina di centimetri.

Lorenzo: io tiro da qui (5 metri), te tiri da laggiù.
Io: laggiù dove?
Lorenzo: non so se riesci a vedere, laggiù in fondo in fondo..

Tiro io: gol!
Lorenzo: gol babbo, bravo
Io: ho capito bene? E' gol?
Lorenzo: in effetti no, mi sembrava un po altina.
Appunto.
Tira Lorenzo, rischia di prendere un Boing 747 che sorvola la costa, gol!!!
Io: alta!
Lorenzo: dai ci arrivavi, 2 a zero.
Io: ma se era il primo tiro che facevi!
Lorenzo: ti sei già scordato il mio primo gol babbo??

Tiro io: fuori
Tira lui: fuori
Lorenzo: si fa così, quando si tira fuori si tira di nuovo
Così tira di nuovo, mi rimane la palla in mezzo ai piedi
Lorenzo: ha superato la riga, 3-0
Tiro io, gol, 3-1
4-1 per lui
4-2, spunta una pericolosa lacrima, ma a questo punto bisogna cambiare le regole, si arriva sempre a 5 ma io non posso più tirare, mi fa anche notare che gli manca un gol per vincere.

Visto che non riesce a segnare l'ultimo gol però il nostro eroe giustamente s'incazza,minaccia di non farmi più giocare, alla fine segna ed esulta, dopo aver vinto meritatamente.
Una pacca sulla spalla per consolarmi, ha vinto il migliore, alla prossima.

sabato 23 agosto 2014

Idiozia in fase rem

Premessa: il primo ed il terzo venerdì del mese la strada in cui abitiamo viene pulita, una volta lato destro e una lato sinistro, quindi ogni due settimane bisogna calcolare dove e quando avverrà suddetta utilissima pulizia e spostare la macchina sul lato opposto, pena multa e rimozione forzata del veicolo, reciproci insulti e scaricamento delle responsabilità sul coniuge.

L'incubo quindi è sempre in agguato, le macchine portate via dal carro attrezzi, in una strada lunga 100 metri, sono almeno 7 o 8 alla volta,almeno due o tre persone escono correndo in pigiama barcollando a supplicare il conducente del carro attrezzi ad avere pietà che tanto la spostano subito, anzi, come vede dall'abbigliamento stavano proprio uscendo.... un'ora a rimuovere auto e 5 minuti per pulire la strada, altri 5 minuti ed a livello di pulizia è tutto come prima, dato che il vento porta foglie secche etc dall'altro lato.

I cittadini si sono accorti della pulizia strada perché gli portano via la macchina.

Stamani, ore 6:24, nella casa regna il silenzio, siamo tutti felicemente incatenati a Morfeo, quando un urlo gela la casa.
E' moglie: "Marito svegliati!!! E' venerdì e c'è la pulizia strada, senti questo rumore?? Ci stanno portando via la macchina!!!"

E mentre cerco di capire cosa succede, mentre rantolo in cerca di qualcosa da mettermi, sperando di trovare una maglietta e un paio di pantaloni nel raggio di un metro altrimenti è un dramma, vedo ancora tutto appannato e tento di capire se è realtà oppure un incubo.
Butto giù le gambe dal letto, è già un inizio, da qualche parte mi porteranno,quando moglie riprende la parola, stavolta con calma: "Ma no sciocchino ho sbagliato, è sabato, buonanotte".
Si gira di la e...dorme! Subito! All'istante!
Io ovviamente non mi addormento più.

Volevo tranquillizzarvi, non le ho torto un capello, non chiedetemene la ragione però, ho difficoltà a spiegare...

giovedì 21 agosto 2014

Piccoli ciclisti crescono

Mentre Lorenzo vola sui pedali che pare Gimondi, la nostra Marzietta non ha ancora avuto la possibilità di cimentarsi in sella ad una vera bici.
Ha quella col maniglione attaccato dietro dove noi decidiamo dove andare e quando lei cerca di girare noi, facendo leva, alziamo la ruota anteriore e andiamo dove pare a noi, ignorando le sue proteste.

E' giunto quindi il momento anche per lei di provare ciò che vede fare al fratello, anche se ovviamente per il momento necessita del doppio delle ruote, e non per manie di superiorità bensì per un senso dell'equilibrio ancora precario.

Come successo per Lorenzo a suo tempo si parte col nonno, diretti verso il negozio di biciclette.

"Prendiamo una taglia grande" dice moglie, "Così quando cresce non dobbiamo cambiarla subito e un domani potrà andarci al lavoro".

La ciccina non capisce subito cosa sta succedendo, appena vede le bici rimane estasiata, sono grandi quanto quella del Lory, quella più bella è di Hello Kitty, rosa e bianca, lei si fionda subito su quella mentre sembra aver perso la parola.
Fa capire a gesti che vuole quella, solo quella.



Il negoziante la prepara, il nonno paga, la Marzina esce dal negozio in bici, pretende che la si porti in casa, ci va anche in casa, il problema arriva quando le scappa la pipì visto che ci rifiutiamo categoricamente di metterle il vasino legato alla sella.

Siamo al pomeriggio, ovviamente è previsto il giro in bici.
Arriviamo in piazza a spinta, Lorenzo propone subito una gara.

Ci si dispone così: Marzia con la sua biciclettina con le rotelle parte in testa con un po di vantaggio, segue il Lory con la sua, un po più indietro, io con la mia più indietro ancora e moglie che zompetta a piedi accanto alla ciccina.

La ciccina parte senza neanche sapere dove bisogna arrivare per vincere, moglie non se lo aspetta e, con un'occhio sul cellulare e uno sulla pargola (pare strabica) si avvia nella stessa direzione, il Lory protesta asserendo che Marzia bara anche se non è morta, parto anch'io.

La strada, chiusa al traffico, è larga circa 10 metri, è tutta libera eccetto un unico omino, che arranca faticosamente tutto spostato sulla destra.

Marzia lo punta decisamente, io urlo "Marzia frena!!", moglie urla "Marzia sterza" cercando allo stesso tempo su google una soluzione, l'omino ignaro che potrebbero essere gli ultimi momenti della sua vita procede ignaro.

Purtroppo Marzia da retta a moglie e sterza, il manubrio va in sottosterzo, la rotella destra fa da leva e la ciccina viene catapultata dalla bici e cade, ovviamente piano data la velocità, e mentre lo fa entra in scivolata alla Nesta sull'ometto, che chiede come minimo il cartellino giallo.

Il tutto si risolve con omino che raccatta la ciccina, moglie che raccatta il cellulare caduto per lo spavento, io che scendo dalla bici per soccorrere figlia e Lorenzo che va a vincere la gara prendendoci poi per i fondelli perché abbiamo perso.

Marzia non si fa certo scoraggiare, fa un pisolino in braccio a mamma sulla panchina e poi via, di nuovo in sella verso nuove avventure, fino a casa, dentro casa,dove ormai vive in simbiosi con la bici.


lunedì 18 agosto 2014

Racconto di una storia d'amore

Adoro le storie d'amore, adoro osservarle, mettermi nei panni di due innamorati freschi freschi, assaporare quelle emozioni che trasudano dall'anima di chi prova quella sensazione come di farfalle nello stomaco che conosce solo chi è innamorato e chi ha mangiato cozze avariate..

In questi giorni moglie e figli sono in montagna, così esco un po la sera, da solo, e ciò mi permette di avere il tempo di osservare le persone, il mondo che mi circonda ed i sentimenti che lo condiscono, mostrati spesso come un libro aperto a chiunque voglia assaporarli.

Sono fuori, aspetto placidamente di assistere ad uno spettacolo pirotecnico, prendo posizione appoggiato ad un muretto, noto vicino a me una ragazza, sembra assorta nei suoi pensieri ma allo stesso tempo impaziente di qualcosa, forse aspetta il suo innamorato.

E' alta circa un metro e mezzo, pesa circa un quintale, compresi i 10 kg di trucco che ha spiaccicati sulla faccia,i cui lineamenti assomigliano a quelli di un bulldog inglese, i capelli sono biondi ossigenati, ha una camicetta dalla quale si intravede una superficie tondeggiante e levigata, una minigonna che lascia scorgere due gambe degne di Seedorf, le cui curve sembrano quelle della strada per andare a Montieri per quanto sono storte.

Ad un certo punto si avvicina un tizio, un po spelacchiato, dinoccolato, che la scorge, fa un'espressione del viso come a dire "Ma si, ne ho trombate di peggio" e si avvicina.
Probabilmente, se si eccettua qualche serata su you porn, non vede un apparato riproduttore femminile dall'inizio degli anni 80.

"Ciao bella, tu devi essere XXXX"
Lei: "Ciao! piacere, tu sei YYYY"
Si danno un bacio su una guancia, miss Bulldog scodinzola, resiste alla tentazione di leccargli una gota.
Lui: "E' tanto che aspetti?"
Lei: "No, sono appena arrivata"

Secondo me l'onestà dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano, diglielo cazzo che sei lì da almeno 25 minuti ad aspettarlo! Sto per dirglielo io, odio le bugie!
Mi trattengo.
Sto osservando l'inizio di una bella storia d'amore, e questo va oltre, mi rende felice.

Passano 3 minuti di chiacchiere quando due ragazze si avvicinano al muretto e si piazzano tra me e i due innamoratini, sono belle, anzi decisamente gnocche, una ha la malaugurata idea di chiedere al tizio a che ore ci saranno i fuochi artificiali.
Ecco, sto osservando la fine della bella storia d'amore iniziata 3 minuti prima.

Il viscido si gira, le scruta, si collega mentalmente col suo amico in pensione ubicato circa un metro sotto i suoi occhi, probabilmente selettato da tempo immemore sulla funzione manuale, e tenta una cambio tattico: le due gnocche al posto del molossoide vestito a festa conosciuto nei meandri di chissà quale social network.

Il viscido attacca a spiegare la rosa dei venti, il suo passato negli artificieri che gli permette di conoscere a menadito l'origine e l'effetto di ogni di ogni singolo fuoco artificiale, probabilmente sta per arrivare a quando, negli anni 40, gli alleati lo reclutarono per aiutarli, grazie alle sue conoscenze belliche, a sconfiggere i nazifascisti, ma le due tipe lo stoppano per tempo.

Miss bulldog intanto,completamente ignorata, valuta 3 opzioni: mordere, ringhiare o abbaiare, sembra che le stiano sfilando un osso dalla bocca.

Le due tipe, con le ovaie ormai frantumate da quello spaccacoglioni, decidono di trovarsi un posto un po più tranquillo per godersi i fuochi, mentre se ne vanno l'arrapato mentale se le spoglia con gli occhi, scruta attentamente con sguardo spermatozoico il ritmare del posteriore di una delle due, maledicendo la natura umana che non permette di guardare due culi contemporaneamente.

Il sogno si dissolve, deve tornare alla triste realtà, ovvero quella che lo vede in compagnia dell'anello mancante tra l'uomo e il suo migliore amico, la cui caratteristica spera sia la fedeltà.
E' sempre lì, dove l'ha lasciata, il debosciato deluso riapre la discussione, ma lei ha una dignità, non è che puoi abbandonarla in autostrada e poi riprenderla come se niente fosse.

Ringhia, sbava, ma decide di abbaiare una sola parola: "fanculo".
E se ne va.

E non ho nemmeno dovuto pagare il biglietto!

sabato 9 agosto 2014

Si sta appassionando?

Lorenzo e il calcio.
Siamo partiti dal punto che quando vedeva una palla si allontanava, tante volte scoppiasse, onde evitare di morire nella deflagrazione, oppure c'era anche la possibilità che la stessa potesse contenere qualche sostanza urticante,tossica o comunque dannosa.

Poi piano piano l'evoluzione.
I primi sguardi a qualche spezzone di partita, le prime domande disinteressate, le prime considerazioni.
"Quella è una partita di calcio babbo?"
"Sì Lorenzo, per chi tifi?"
"Per quell'omino vestito di nero, quello col fischietto, chissà come si diverte lì a fischiettare"

Dopo qualche mese l'oggetto del tifo si sposta, "Io tifo per il portiere"
"Quale?"
"Tutti e due"
Da qui si fa regalare e indossa la maglia di Buffon, ma quando a scuola gli dicono che la Juve ruba gli sorge un dubbio: "Chi è il portiere della Juve? Quella squadra che imbroglia"
"Buffon"
La maglia di Buffon viene accantonata.

Nel frattempo sceglie la squadra del cuore, la Fiorentina, su consiglio mio.
Si fa regalare la maglia di Mario Gomez.

Arrivano i mondiali, vuole vedere l'Italia con me, rimane deluso, specie quando il Costa Rica ci segna il quarto gol, prima che gli specifichi che i successivi 3 sono solo replay, il gol che vede è sempre lo stesso.
"Meno male..."
Rimane deluso, ma conosce Messi,segue l'Argentina.

Vede i servizi sui mondiali al tg, guarda i gol delle partite del giorno precedente, si chiede come mai cambino squadre e punteggio ogni 2 minuti, gli spiego che sono gol registrati di più partite, non di una sola.
Vuole la maglia di Messi del Barcellona, la ottiene.
Il suo migliore amico tifa Inter.
A babbo piace il Livorno.
Dalla parte dei nonni materni, mamma compresa, tifano Torino, eccetto suo zio Daniele juventino, ma ha il divieto di tifare Juve.
Decide quindi di tifare Fiorentina, Inter, Barcellona, Torino, Livorno, Italia e Argentina.

Chiede quando si giocherà Argentina - Juventus, gli spiego che sono campionati diversi, allora chiede di vedere Argentina - Fiorentina.
Gioca alla psp, al gioco del calcio, lui tiene il Barcellona e gioca quasi sempre contro il Gubbio, perdendo.

Si compra un pallone, ci vuole giocare sempre, da solo, con gli amici e con me.
Ovviamente quando gioca con me le regole le fa lui, cioè solo i suoi gol sono validi.

Alla fine l'inevitabile richiesta: "Babbo a settembre voglio iscrivermi ad una scuola calcio"
Mamma contrariata, io non entusiasta, proverà perché è giusto che provi, anche se non so se mi farebbe piacere se si appassionasse.

"Babbo mi porti allo stadio?" mi dice qualche giorno fa.
"Certo Lore, cosa vorresti vedere?"
"Il Barcellona"
"Ma non importa stare in zona eh, possiamo anche spostarci..."
"Va bene babbo, allora andiamo a vedere l'Argentina"
Appunto..