domenica 20 settembre 2009

Resoconto di una settimana di asilo

I primi due giorni li ho già raccontati,anche se il bello doveva ancora arrivare, ovvero lasciarlo lì senza di me.

E' preferibile che ad accompagnarlo sia una persona sola ma vista l'impossibilità per via dei miei turni ci alterniamo io e il mio babbo.

Lunedì, lavoro la mattina quindi tocca al nonno:
giornata positiva, Lorenzo è stato volentieri a giocare e non ha sentito la nostra mancanza.

Martedì, tocca a me:
arriviamo all'asilo alle 10:10, alle 10:15 aprono le porte e lui mi lascia la mano ed entra di corsa senza nemmeno voltarsi indietro.
Lo vado a riprendere a mezzogiorno, lo trovo che ha appena pianto ma invece di voler andare via mi fa sedere per continuare a giocare.

Mercoledì, di nuovo il nonno:
mi dice che durante la sua assenza Lorenzo ha pianto e che stavano per chiamarlo,ma poi alla fine si è calmato.

Giovedì,tocca a me:
arriviamo li ed entriamo assieme, lui è in braccio a me.
Una volta dentro non ne vuole sapere di essere messo a terra,mi resta aggrappato con tutte le sue forze.
Lo metto a terra e lui mi prende la mano e mi porta verso l'uscita.
Torniamo indietro,cerco di distrarlo e di fargli vedere i giochi, ma non c'è nulla da fare.
L'insegnante lo prende in braccio, lui piange, non vuole.
L'insegnante mi dice che è meglio che me ne vada altrimenti finchè resto li lui non smetterà di prendermi la mano e cercare di andare via.
Così faccio.
Me ne vado.
Mentre me ne sto andando mi volto, lo guardo.
L'insegnante sta di schiena e lo tiene stretto a se, lui da sopra la sua spalla mi guarda, ha le braccine allungate verso di me, piange a dirotto e urla "babbo babbo".
Ho provato una stretta al cuore, un nodo allo stomaco, mi venivano le lacrime, tuttora non so cosa mi abbia impedito di andarmelo a riprendere e di portarmelo via, qual'è stata la sottilissima linea di confine tra razionalità ed impulsività.
Sono stato male per tutte e due le ore, passate in gran parte nella sala d'aspetto.
A mezzogiorno aprono le porte, entro di corsa, lo cerco, lo trovo: è li che gioca tranquillo!
Parlo con la ragazza che mi rassicura, mi dice che ha pianto solo quei 5 minuti successivi al nostro distacco.
Appena mi vede mi corre comunque incontro e vuole andare via.

Venerdì,tocca al nonno, stessa scena.

Forse ci vuole un carattere forte anche per riuscire a portare un figlio all'asilo, non lo so, fatto sta che non garantisco in futuro di poter sempre resistere come ho fatto giovedì, è un dato di fatto che sia stato peggio io di lui.

Credo però,confermato anche da esperti, che è il distacco che gli da fastidio,per quello piange, per il resto all'asilo sta bene altrimenti piangerebbe anche per tutto il tempo della permanenza.

Dalla settimana prossima alcuni bambini rimangono a mangiare li altri no, a discrezione delle insegnanti, cioè da come giudicano i loro comportamenti,se li ritengono pronti o meno.
Hanno messo fuori la lista, Lorenzo per ora NON mangia li.
Sollievo.
Per nuove preoccupazioni ho ancora qualche giorno:-)

5 commenti:

Sheireh ha detto...

Dai, su, un po' alla volta e si raggiungerà la vetta anche di questa salita :)

France ha detto...

ma sì piano piano si risolve tutto,ma credi che quella dell'abbandono è una sensazione terribile, per entrambi..

Snezana ha detto...

Io ti capisco perfettamente so quello che provi anche io sono cosi,ma per la mia fortuna,ho ancora tempo fino al anno prossimo(è la bimba sarà più grande e magari sarà un po diverso).
Comunque,piano,piano,con tempo vi abituerete,tutti e due.;)

France ha detto...

Snezana non per spaventarti ma piangevano tutti, anche i bambini più grandi.
Comunque sì,più grandi sono e prima si ambientano, in genere.
Pian piano ci stiamo abituando, il prossimo passo è rimanerci a pranzo, la prossima settimana proveremo, speriamo...:-)

Snezana ha detto...

Infatti,mi raccontavano altre mamme,che i loro figli hanno fatto lo stesso percorso con asilo(anche se prima andavano al nido),tutto da capo!