mercoledì 18 dicembre 2013

Recita scolastica di Lorenzo

Oggi grande giorno, siamo tutti invitati alla recita scolastica di Lorenzo!

La preparazione è semplice: basta una maglietta o rossa  bianca per il Lory e una quindicina d'euro di focaccia per il rinfresco.

Ovviamente noi, in quanto più furbi della media dei genitori, aspettiamo l'ultimo giorno per andare a comprare la maglia, pensando che ci pensi la nonna o che magari possa piovere dal cielo, e in negozio ci dicono che le hanno finite, visto che negli ultimi giorni c'è stato un picco di richieste non indifferente.
Moglie gli prende una maglia di qualche taglia più grande, che problema c'è?

Ci organizziamo così: preleviamo figlia dall'asilo alle 13:30, la facciamo dormire, la svegliamo e la portiamo alla scuola di Lorenzo, mentre moglie si reca lì una ventina di minuti prima, il che fa decadere il plurale della prima parte del discorso.

Quindi addormento Marzia, poi mentre dorme le metto le scarpe, il giubbotto, il cappellino e la tiro su, la porto giù per le scale, la adagio nel passeggino e mi incammino, lei nemmeno si sveglia.

Arrivo alla scuola, la sollevo ed entro, mi siedo con la dormiente in braccio, e inizia la recita.

Entrano i bambini, Lorenzo ha tutti i capelli in disordine, la maglietta bianca fuori dai pantaloni e sopra quella rossa fuori taglia, sembra sia appena uscito da un tornado, tipo quelli che si vedono nei film dove le mucche volano.

I bambini cominciano a cantare, a muovere le braccina, il suo amico Fabio riesce a mimetizzarsi con l'arredamento, Lorenzo non ce la fa e viene sbattuto in prima fila, a gesticolare e muovere ogni tanto la bocca ("non mi ricordavo alcune parole", si giustifica il piccolo eroe).

Finisce la recita, è il momento del buffet e la gente si abbuffet nel vero senso della parola.

Prendo Marzia in braccio, ho Lorenzo che mi tira per una gamba chiedendomi da mangiare, mi infiltro nella sala gremita, tento di arrivare al banco del cibo, ci sono patatine di 23 tipi diversi, focaccia made in moglie, dolci, bevande, pizza e chi più ne ha più ne metta.

Mi avvicino, Marzia vuole le patatine, quelle no, quelle no, quelle neanche, quelle nemmeno, quelle neppure, quelle mangiale te, quelle non sono di mio gradimento, i pop corn figuriamoci....eccole, individuate, vuole i salatini.

Cerco di crearmi spazio ma davanti c'è una mamma dall'enorme mole che occupa tutto lo spazio lavorando anche di gomiti, mi vede arrivare con la coda dell'occhio e mi assesta una spallata bestiale facendomi allontanare di 3 metri, "fame!!" sembra che dica la sua espressione mentre mi guarda.

Moglie nel frattempo mi aiuta intrattenendo pubbliche relazioni con altri genitori, quando oso chiederle un aiutino mi dice di essere occupata, "Devo versare le patatine non vedi??", perché è noto che quei genitori sono tutti monchi e nessuno ce la farebbe da se.

Piazzo Marzia sul passeggino e la affido a Simone, babbo di Fabio, e riparto agguerrito!

Stavolta, anche se un po malconcio, riesco a portare a Marzia un po di schiaccia e le zonzelle, mentre il the alla pesca finisce su una signora che, prima di caricarmi con una spallata non si è accorta della mia arma impropria.
Ben le sta.

Finisce la festa, tutti felici, contenti e affamati usciamo dalla scuola, moglie, che in tutto il tempo è stato come se non ci fosse, si dimentica il regalo che Lorenzo ha fatto a scuola, "Marito dove ha messo il regalo di Lorenzo? Lo avevi tu! Dove lo hai lasciato?? Ma non servi proprio a niente eh!"

PS: moglie è sempre viva..

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