domenica 12 gennaio 2014

Una domenica mattina, giro in bici

Stamani, in concomitanza con le pulizie casalinghe di moglie e la voglia di andare in bici di Lorenzo espressa un paio di giorni fa, decido di prendere entrambi i pargoli e portali a fare una bella pedalata, pargolo maschio con la sua biciclettina e pargolina femmina sul seggiolino attaccato dietro la mia.

Una bella gonfiata alle gomme e si parte.

Per arrivare al parco dobbiamo percorrere un paio di strade sul marciapiede, io che spingo la mia bici con Marzia seduta sul seggiolino e Lorenzo in sella alla sua che pedala.

Lorenzo Merckx mi mette subito in guardia: "Babbo una volta al parco vado piano che te hai Marzia dietro e non puoi andare veloce".

Mi incammino ma dopo pochi metri Lorenzo mi chiama, mi giro e lo vedo sempre li che borbotta.
"Che c'è?" gli dico
"Come si fa a tirare su il cavalletto???"
Glielo spiego cinque o sei volte ma dopo un paio di minuti buoni di suoi inutili tentativi torno indietro e glielo tiro su io.
"Potevi spiegarmelo meglio!" ruggisce..
Per la prossima volta mi fornirò di libretto di istruzioni da fargli leggere prima di partire.

Mi reincammino ma dopo pochi metri Lorenzo mi richiama, "Vai piano che non ho mica una moto io!"
"Lore sto camminando, a detta tua non ce la faccio a starti dietro pedalando.."
"E cammina piano no??"

Finalmente arriviamo al parco, decidiamo di fare tutto il giro.
La prima vittima è un senegalese con un borsone di roba presumibilmente da vendere, che però riesce a spostarsi un attimo prima di essere travolto dal Lory in versione Gimondi che tenta solo per un attimo di mettere entrambe le zampette per terra per cercare di frenare.

"Lorenzo per frenare devi tirare quelle due levette facilmente raggiungibili con le ditina che tieni sul manubrio, le gambine puoi lasciarle anche sui pedali, finché non ti fermi" gli ricordo.

Si riparte, il Lory pare in stato di ebbrezza da come va a zig zag, finché non mi taglia la strada e per poco non lo abbatto, solo per mezzo millimetro lo evito.
"Babbo che fai, frena no? Usa quelle due levette, ce l'hai anche te!"

Si riparte, Lorenzo vuole girare ma ha preso la curva larga, quindi mette giù le gambe e fa tipo Willy il coyote lasciando due nuvolette di polvere alle sue spalle, appena si ferma tira i freni.
L'intenzione c'è, manca la tempistica.
C'era una volta un paio di scarpe..

Si riparte, Marzia di diverte un mondo a urlare "Abbiamo vintoooo!!" mentre il compito del Lory non è più quello di arrivare prima ma semplicemente di arrivare.

Lorenzo vuole imparare a fare le curve, quindi decidiamo di girare intorno a una grande colonna, finché non sento un gridolino e lo vedo rotolare sui sassolini.
"E' finita l'avventura in bici" mi dico, invece dopo mezzo piantino il nostro eroe risale in sella e ricomincia come se nulla fosse.

Un altro giro, si riparte, di fronte a noi c'è un unico albero.
"Tanto ora lo evita...tanto ora si sposta...tanto ora vira da una parte...."
STONF!!
"Grande Lore, preso in pieno! Non era semplice eh"
Il Lory forse capendo di aver fatto una cavolata minimizza, incolpando qualche fantomatico operaio comunale di aver piantato l'albero di recente.

"Ci si ferma un po? Sono stanco" dice Lorenzo
"Anch'io sono stanca" dice Marzia, che in tutto il tempo ha mosso solo i muscoli delle mandibole per prenderlo per i fondelli.
Ci fermiamo, giochiamo a nascondino, mosca cieca, un due tre stella e moglie comanda color, poi si riparte.

Quando Lorenzo prende fiducia in se stesso comincia ad andare veramente bene, ma è ora di rientrare, ci aspettano per il pranzo, siamo tutti vivi, incolumi e affamati.
Alla prossima.

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