venerdì 7 marzo 2014

E' andata..

Voglio tranquillizzare i miei lettori,anche se a dire il vero alcuni di loro ieri mi hanno contattato per sapere se ero sopravvissuto, per dire che sì, sono vivo.

Andiamo con ordine.
La nottata passa in bianco, io sono preoccupato, le tenebre moltiplicano i miei pensieri,che si accavallano, fisso il soffitto buio, il sonno latita, Morfeo, dopo una carriera nella Fiorentina e nell'Atalanta (tal Domenico, calciatore professionista, che non ho ben capito perché lo associno al sonno) gioca a nascondino con i miei sogni.

Sferro un calcio a moglie che mi russa in un orecchio, per ingannare il tempo.

E' l'ora di alzarsi,voglio parlare con Lorenzo e spiegargli la cosa.
"Non dirgli idiozie tipo che muori!!" mi intima moglie.
Gli parlo da uomo a uomo, risposta: grasse risate.
Mi sa tanto che non mi abbia preso sul serio..

Faccio tutte le cose di routine, porto Lorenzo a scuola, parlo col babbo del suo amichetto che mi invita a prendere un caffè, come una sorta di ultima colazione, mentre i messaggi su facebook del tipo "E' stato bello averti conosciuto" e "Cosa mi lasci in eredità?" si sprecano.

Andiamo.
Visto che non sappiamo il reparto chiedo alla signora addetta alle informazioni, che prende il foglio, inforca gli occhiali, li sforca, li reinforca, con lo sguardo perso nel foglio, la bocca penzoloni e un'espressione a forma di punto interrogativo e mi dice, dopo 5 minuti di riflessione: "Primo piano"
Mancavano le condoglianze..

Andiamo al primo piano, chiediamo a un'infermiera, che risponde "Ma non è qui, deve andare al terzo piano, all'ambulatorio dei piccoli interventi, ma chi l'ha mandata qui?"
Ve beh, saliamo al terzo piano, stavolta è il posto giusto, Piccoli Interventi recita il cartello fuori.
Piccoli interventi, si fa presto a dire piccoli interventi!
Scommetto che quello che ce l'ha scritto non ne ha mai subiti, altrimenti avrebbe optato per una cosa tipo Tragici interventi.

Il tizio prima di me è stato più furbo di me e non si è presentato, beato lui.
"Allora sta a lei" mi dice il chirurgo, così entro, mentre moglie non può salutarmi perché altrimenti perde la partita a Candy Crash.

Mi chiedono vita morte e miracoli, poi mi sdraio, mi fanno 47 punture sulla pancia e una cinquantina sulla caviglia, poi il chirurgo affila il bisturi sogghignando come quei lanciatori di coltelli che si vedono al circo, una luce maligna gli risplende nell'occhio.

Vengo affettato, prima in pancia, ho paura che mi possano uscire le budella dal buco talmente è profondo, oppure la milza, ma mi ricuce subito, mi ricorda mia nonna con l'uncinetto.

Si passa alla caviglia, tutto ok.
Tutto finito, non ho sentito nulla, forse perché sono morto.
"Si sieda per qualche minuto poi può alzarsi mi dice l'infermiera"
"Mi chiama mia moglie per favore? Così mi aiuta a mettermi il calzino..."
L'infermiera esce, chiama, urla, si sgola, niente.
"Sua moglie non c'è, mi hanno detto che è uscita dalla porta del reparto"
Bene...

Mi rivesto, mi metto il calzino, mi alzo, zoppico...
Chirurgo: "Ha tanto dolore?"
Io: "No per niente, è tutta scena, cioè, è una questione psicologica"

Mi trascino fuori dalla stanza, moglie non c'è, le telefono, arriva.
"Ero al gabinetto!! Qui c'è solo quello per disabili, al secondo piano lo stesso, al primo idem,così sono scesa al piano terra, ma era occupato e..."
Non vale neanche la pena insultarla.
Andiamo a casa, anche questa è andata...

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