sabato 23 agosto 2014

Idiozia in fase rem

Premessa: il primo ed il terzo venerdì del mese la strada in cui abitiamo viene pulita, una volta lato destro e una lato sinistro, quindi ogni due settimane bisogna calcolare dove e quando avverrà suddetta utilissima pulizia e spostare la macchina sul lato opposto, pena multa e rimozione forzata del veicolo, reciproci insulti e scaricamento delle responsabilità sul coniuge.

L'incubo quindi è sempre in agguato, le macchine portate via dal carro attrezzi, in una strada lunga 100 metri, sono almeno 7 o 8 alla volta,almeno due o tre persone escono correndo in pigiama barcollando a supplicare il conducente del carro attrezzi ad avere pietà che tanto la spostano subito, anzi, come vede dall'abbigliamento stavano proprio uscendo.... un'ora a rimuovere auto e 5 minuti per pulire la strada, altri 5 minuti ed a livello di pulizia è tutto come prima, dato che il vento porta foglie secche etc dall'altro lato.

I cittadini si sono accorti della pulizia strada perché gli portano via la macchina.

Stamani, ore 6:24, nella casa regna il silenzio, siamo tutti felicemente incatenati a Morfeo, quando un urlo gela la casa.
E' moglie: "Marito svegliati!!! E' venerdì e c'è la pulizia strada, senti questo rumore?? Ci stanno portando via la macchina!!!"

E mentre cerco di capire cosa succede, mentre rantolo in cerca di qualcosa da mettermi, sperando di trovare una maglietta e un paio di pantaloni nel raggio di un metro altrimenti è un dramma, vedo ancora tutto appannato e tento di capire se è realtà oppure un incubo.
Butto giù le gambe dal letto, è già un inizio, da qualche parte mi porteranno,quando moglie riprende la parola, stavolta con calma: "Ma no sciocchino ho sbagliato, è sabato, buonanotte".
Si gira di la e...dorme! Subito! All'istante!
Io ovviamente non mi addormento più.

Volevo tranquillizzarvi, non le ho torto un capello, non chiedetemene la ragione però, ho difficoltà a spiegare...

giovedì 21 agosto 2014

Piccoli ciclisti crescono

Mentre Lorenzo vola sui pedali che pare Gimondi, la nostra Marzietta non ha ancora avuto la possibilità di cimentarsi in sella ad una vera bici.
Ha quella col maniglione attaccato dietro dove noi decidiamo dove andare e quando lei cerca di girare noi, facendo leva, alziamo la ruota anteriore e andiamo dove pare a noi, ignorando le sue proteste.

E' giunto quindi il momento anche per lei di provare ciò che vede fare al fratello, anche se ovviamente per il momento necessita del doppio delle ruote, e non per manie di superiorità bensì per un senso dell'equilibrio ancora precario.

Come successo per Lorenzo a suo tempo si parte col nonno, diretti verso il negozio di biciclette.

"Prendiamo una taglia grande" dice moglie, "Così quando cresce non dobbiamo cambiarla subito e un domani potrà andarci al lavoro".

La ciccina non capisce subito cosa sta succedendo, appena vede le bici rimane estasiata, sono grandi quanto quella del Lory, quella più bella è di Hello Kitty, rosa e bianca, lei si fionda subito su quella mentre sembra aver perso la parola.
Fa capire a gesti che vuole quella, solo quella.



Il negoziante la prepara, il nonno paga, la Marzina esce dal negozio in bici, pretende che la si porti in casa, ci va anche in casa, il problema arriva quando le scappa la pipì visto che ci rifiutiamo categoricamente di metterle il vasino legato alla sella.

Siamo al pomeriggio, ovviamente è previsto il giro in bici.
Arriviamo in piazza a spinta, Lorenzo propone subito una gara.

Ci si dispone così: Marzia con la sua biciclettina con le rotelle parte in testa con un po di vantaggio, segue il Lory con la sua, un po più indietro, io con la mia più indietro ancora e moglie che zompetta a piedi accanto alla ciccina.

La ciccina parte senza neanche sapere dove bisogna arrivare per vincere, moglie non se lo aspetta e, con un'occhio sul cellulare e uno sulla pargola (pare strabica) si avvia nella stessa direzione, il Lory protesta asserendo che Marzia bara anche se non è morta, parto anch'io.

La strada, chiusa al traffico, è larga circa 10 metri, è tutta libera eccetto un unico omino, che arranca faticosamente tutto spostato sulla destra.

Marzia lo punta decisamente, io urlo "Marzia frena!!", moglie urla "Marzia sterza" cercando allo stesso tempo su google una soluzione, l'omino ignaro che potrebbero essere gli ultimi momenti della sua vita procede ignaro.

Purtroppo Marzia da retta a moglie e sterza, il manubrio va in sottosterzo, la rotella destra fa da leva e la ciccina viene catapultata dalla bici e cade, ovviamente piano data la velocità, e mentre lo fa entra in scivolata alla Nesta sull'ometto, che chiede come minimo il cartellino giallo.

Il tutto si risolve con omino che raccatta la ciccina, moglie che raccatta il cellulare caduto per lo spavento, io che scendo dalla bici per soccorrere figlia e Lorenzo che va a vincere la gara prendendoci poi per i fondelli perché abbiamo perso.

Marzia non si fa certo scoraggiare, fa un pisolino in braccio a mamma sulla panchina e poi via, di nuovo in sella verso nuove avventure, fino a casa, dentro casa,dove ormai vive in simbiosi con la bici.


lunedì 18 agosto 2014

Racconto di una storia d'amore

Adoro le storie d'amore, adoro osservarle, mettermi nei panni di due innamorati freschi freschi, assaporare quelle emozioni che trasudano dall'anima di chi prova quella sensazione come di farfalle nello stomaco che conosce solo chi è innamorato e chi ha mangiato cozze avariate..

In questi giorni moglie e figli sono in montagna, così esco un po la sera, da solo, e ciò mi permette di avere il tempo di osservare le persone, il mondo che mi circonda ed i sentimenti che lo condiscono, mostrati spesso come un libro aperto a chiunque voglia assaporarli.

Sono fuori, aspetto placidamente di assistere ad uno spettacolo pirotecnico, prendo posizione appoggiato ad un muretto, noto vicino a me una ragazza, sembra assorta nei suoi pensieri ma allo stesso tempo impaziente di qualcosa, forse aspetta il suo innamorato.

E' alta circa un metro e mezzo, pesa circa un quintale, compresi i 10 kg di trucco che ha spiaccicati sulla faccia,i cui lineamenti assomigliano a quelli di un bulldog inglese, i capelli sono biondi ossigenati, ha una camicetta dalla quale si intravede una superficie tondeggiante e levigata, una minigonna che lascia scorgere due gambe degne di Seedorf, le cui curve sembrano quelle della strada per andare a Montieri per quanto sono storte.

Ad un certo punto si avvicina un tizio, un po spelacchiato, dinoccolato, che la scorge, fa un'espressione del viso come a dire "Ma si, ne ho trombate di peggio" e si avvicina.
Probabilmente, se si eccettua qualche serata su you porn, non vede un apparato riproduttore femminile dall'inizio degli anni 80.

"Ciao bella, tu devi essere XXXX"
Lei: "Ciao! piacere, tu sei YYYY"
Si danno un bacio su una guancia, miss Bulldog scodinzola, resiste alla tentazione di leccargli una gota.
Lui: "E' tanto che aspetti?"
Lei: "No, sono appena arrivata"

Secondo me l'onestà dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano, diglielo cazzo che sei lì da almeno 25 minuti ad aspettarlo! Sto per dirglielo io, odio le bugie!
Mi trattengo.
Sto osservando l'inizio di una bella storia d'amore, e questo va oltre, mi rende felice.

Passano 3 minuti di chiacchiere quando due ragazze si avvicinano al muretto e si piazzano tra me e i due innamoratini, sono belle, anzi decisamente gnocche, una ha la malaugurata idea di chiedere al tizio a che ore ci saranno i fuochi artificiali.
Ecco, sto osservando la fine della bella storia d'amore iniziata 3 minuti prima.

Il viscido si gira, le scruta, si collega mentalmente col suo amico in pensione ubicato circa un metro sotto i suoi occhi, probabilmente selettato da tempo immemore sulla funzione manuale, e tenta una cambio tattico: le due gnocche al posto del molossoide vestito a festa conosciuto nei meandri di chissà quale social network.

Il viscido attacca a spiegare la rosa dei venti, il suo passato negli artificieri che gli permette di conoscere a menadito l'origine e l'effetto di ogni di ogni singolo fuoco artificiale, probabilmente sta per arrivare a quando, negli anni 40, gli alleati lo reclutarono per aiutarli, grazie alle sue conoscenze belliche, a sconfiggere i nazifascisti, ma le due tipe lo stoppano per tempo.

Miss bulldog intanto,completamente ignorata, valuta 3 opzioni: mordere, ringhiare o abbaiare, sembra che le stiano sfilando un osso dalla bocca.

Le due tipe, con le ovaie ormai frantumate da quello spaccacoglioni, decidono di trovarsi un posto un po più tranquillo per godersi i fuochi, mentre se ne vanno l'arrapato mentale se le spoglia con gli occhi, scruta attentamente con sguardo spermatozoico il ritmare del posteriore di una delle due, maledicendo la natura umana che non permette di guardare due culi contemporaneamente.

Il sogno si dissolve, deve tornare alla triste realtà, ovvero quella che lo vede in compagnia dell'anello mancante tra l'uomo e il suo migliore amico, la cui caratteristica spera sia la fedeltà.
E' sempre lì, dove l'ha lasciata, il debosciato deluso riapre la discussione, ma lei ha una dignità, non è che puoi abbandonarla in autostrada e poi riprenderla come se niente fosse.

Ringhia, sbava, ma decide di abbaiare una sola parola: "fanculo".
E se ne va.

E non ho nemmeno dovuto pagare il biglietto!

sabato 9 agosto 2014

Si sta appassionando?

Lorenzo e il calcio.
Siamo partiti dal punto che quando vedeva una palla si allontanava, tante volte scoppiasse, onde evitare di morire nella deflagrazione, oppure c'era anche la possibilità che la stessa potesse contenere qualche sostanza urticante,tossica o comunque dannosa.

Poi piano piano l'evoluzione.
I primi sguardi a qualche spezzone di partita, le prime domande disinteressate, le prime considerazioni.
"Quella è una partita di calcio babbo?"
"Sì Lorenzo, per chi tifi?"
"Per quell'omino vestito di nero, quello col fischietto, chissà come si diverte lì a fischiettare"

Dopo qualche mese l'oggetto del tifo si sposta, "Io tifo per il portiere"
"Quale?"
"Tutti e due"
Da qui si fa regalare e indossa la maglia di Buffon, ma quando a scuola gli dicono che la Juve ruba gli sorge un dubbio: "Chi è il portiere della Juve? Quella squadra che imbroglia"
"Buffon"
La maglia di Buffon viene accantonata.

Nel frattempo sceglie la squadra del cuore, la Fiorentina, su consiglio mio.
Si fa regalare la maglia di Mario Gomez.

Arrivano i mondiali, vuole vedere l'Italia con me, rimane deluso, specie quando il Costa Rica ci segna il quarto gol, prima che gli specifichi che i successivi 3 sono solo replay, il gol che vede è sempre lo stesso.
"Meno male..."
Rimane deluso, ma conosce Messi,segue l'Argentina.

Vede i servizi sui mondiali al tg, guarda i gol delle partite del giorno precedente, si chiede come mai cambino squadre e punteggio ogni 2 minuti, gli spiego che sono gol registrati di più partite, non di una sola.
Vuole la maglia di Messi del Barcellona, la ottiene.
Il suo migliore amico tifa Inter.
A babbo piace il Livorno.
Dalla parte dei nonni materni, mamma compresa, tifano Torino, eccetto suo zio Daniele juventino, ma ha il divieto di tifare Juve.
Decide quindi di tifare Fiorentina, Inter, Barcellona, Torino, Livorno, Italia e Argentina.

Chiede quando si giocherà Argentina - Juventus, gli spiego che sono campionati diversi, allora chiede di vedere Argentina - Fiorentina.
Gioca alla psp, al gioco del calcio, lui tiene il Barcellona e gioca quasi sempre contro il Gubbio, perdendo.

Si compra un pallone, ci vuole giocare sempre, da solo, con gli amici e con me.
Ovviamente quando gioca con me le regole le fa lui, cioè solo i suoi gol sono validi.

Alla fine l'inevitabile richiesta: "Babbo a settembre voglio iscrivermi ad una scuola calcio"
Mamma contrariata, io non entusiasta, proverà perché è giusto che provi, anche se non so se mi farebbe piacere se si appassionasse.

"Babbo mi porti allo stadio?" mi dice qualche giorno fa.
"Certo Lore, cosa vorresti vedere?"
"Il Barcellona"
"Ma non importa stare in zona eh, possiamo anche spostarci..."
"Va bene babbo, allora andiamo a vedere l'Argentina"
Appunto..