giovedì 21 agosto 2014

Piccoli ciclisti crescono

Mentre Lorenzo vola sui pedali che pare Gimondi, la nostra Marzietta non ha ancora avuto la possibilità di cimentarsi in sella ad una vera bici.
Ha quella col maniglione attaccato dietro dove noi decidiamo dove andare e quando lei cerca di girare noi, facendo leva, alziamo la ruota anteriore e andiamo dove pare a noi, ignorando le sue proteste.

E' giunto quindi il momento anche per lei di provare ciò che vede fare al fratello, anche se ovviamente per il momento necessita del doppio delle ruote, e non per manie di superiorità bensì per un senso dell'equilibrio ancora precario.

Come successo per Lorenzo a suo tempo si parte col nonno, diretti verso il negozio di biciclette.

"Prendiamo una taglia grande" dice moglie, "Così quando cresce non dobbiamo cambiarla subito e un domani potrà andarci al lavoro".

La ciccina non capisce subito cosa sta succedendo, appena vede le bici rimane estasiata, sono grandi quanto quella del Lory, quella più bella è di Hello Kitty, rosa e bianca, lei si fionda subito su quella mentre sembra aver perso la parola.
Fa capire a gesti che vuole quella, solo quella.



Il negoziante la prepara, il nonno paga, la Marzina esce dal negozio in bici, pretende che la si porti in casa, ci va anche in casa, il problema arriva quando le scappa la pipì visto che ci rifiutiamo categoricamente di metterle il vasino legato alla sella.

Siamo al pomeriggio, ovviamente è previsto il giro in bici.
Arriviamo in piazza a spinta, Lorenzo propone subito una gara.

Ci si dispone così: Marzia con la sua biciclettina con le rotelle parte in testa con un po di vantaggio, segue il Lory con la sua, un po più indietro, io con la mia più indietro ancora e moglie che zompetta a piedi accanto alla ciccina.

La ciccina parte senza neanche sapere dove bisogna arrivare per vincere, moglie non se lo aspetta e, con un'occhio sul cellulare e uno sulla pargola (pare strabica) si avvia nella stessa direzione, il Lory protesta asserendo che Marzia bara anche se non è morta, parto anch'io.

La strada, chiusa al traffico, è larga circa 10 metri, è tutta libera eccetto un unico omino, che arranca faticosamente tutto spostato sulla destra.

Marzia lo punta decisamente, io urlo "Marzia frena!!", moglie urla "Marzia sterza" cercando allo stesso tempo su google una soluzione, l'omino ignaro che potrebbero essere gli ultimi momenti della sua vita procede ignaro.

Purtroppo Marzia da retta a moglie e sterza, il manubrio va in sottosterzo, la rotella destra fa da leva e la ciccina viene catapultata dalla bici e cade, ovviamente piano data la velocità, e mentre lo fa entra in scivolata alla Nesta sull'ometto, che chiede come minimo il cartellino giallo.

Il tutto si risolve con omino che raccatta la ciccina, moglie che raccatta il cellulare caduto per lo spavento, io che scendo dalla bici per soccorrere figlia e Lorenzo che va a vincere la gara prendendoci poi per i fondelli perché abbiamo perso.

Marzia non si fa certo scoraggiare, fa un pisolino in braccio a mamma sulla panchina e poi via, di nuovo in sella verso nuove avventure, fino a casa, dentro casa,dove ormai vive in simbiosi con la bici.


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