lunedì 18 agosto 2014

Racconto di una storia d'amore

Adoro le storie d'amore, adoro osservarle, mettermi nei panni di due innamorati freschi freschi, assaporare quelle emozioni che trasudano dall'anima di chi prova quella sensazione come di farfalle nello stomaco che conosce solo chi è innamorato e chi ha mangiato cozze avariate..

In questi giorni moglie e figli sono in montagna, così esco un po la sera, da solo, e ciò mi permette di avere il tempo di osservare le persone, il mondo che mi circonda ed i sentimenti che lo condiscono, mostrati spesso come un libro aperto a chiunque voglia assaporarli.

Sono fuori, aspetto placidamente di assistere ad uno spettacolo pirotecnico, prendo posizione appoggiato ad un muretto, noto vicino a me una ragazza, sembra assorta nei suoi pensieri ma allo stesso tempo impaziente di qualcosa, forse aspetta il suo innamorato.

E' alta circa un metro e mezzo, pesa circa un quintale, compresi i 10 kg di trucco che ha spiaccicati sulla faccia,i cui lineamenti assomigliano a quelli di un bulldog inglese, i capelli sono biondi ossigenati, ha una camicetta dalla quale si intravede una superficie tondeggiante e levigata, una minigonna che lascia scorgere due gambe degne di Seedorf, le cui curve sembrano quelle della strada per andare a Montieri per quanto sono storte.

Ad un certo punto si avvicina un tizio, un po spelacchiato, dinoccolato, che la scorge, fa un'espressione del viso come a dire "Ma si, ne ho trombate di peggio" e si avvicina.
Probabilmente, se si eccettua qualche serata su you porn, non vede un apparato riproduttore femminile dall'inizio degli anni 80.

"Ciao bella, tu devi essere XXXX"
Lei: "Ciao! piacere, tu sei YYYY"
Si danno un bacio su una guancia, miss Bulldog scodinzola, resiste alla tentazione di leccargli una gota.
Lui: "E' tanto che aspetti?"
Lei: "No, sono appena arrivata"

Secondo me l'onestà dovrebbe stare alla base di ogni rapporto umano, diglielo cazzo che sei lì da almeno 25 minuti ad aspettarlo! Sto per dirglielo io, odio le bugie!
Mi trattengo.
Sto osservando l'inizio di una bella storia d'amore, e questo va oltre, mi rende felice.

Passano 3 minuti di chiacchiere quando due ragazze si avvicinano al muretto e si piazzano tra me e i due innamoratini, sono belle, anzi decisamente gnocche, una ha la malaugurata idea di chiedere al tizio a che ore ci saranno i fuochi artificiali.
Ecco, sto osservando la fine della bella storia d'amore iniziata 3 minuti prima.

Il viscido si gira, le scruta, si collega mentalmente col suo amico in pensione ubicato circa un metro sotto i suoi occhi, probabilmente selettato da tempo immemore sulla funzione manuale, e tenta una cambio tattico: le due gnocche al posto del molossoide vestito a festa conosciuto nei meandri di chissà quale social network.

Il viscido attacca a spiegare la rosa dei venti, il suo passato negli artificieri che gli permette di conoscere a menadito l'origine e l'effetto di ogni di ogni singolo fuoco artificiale, probabilmente sta per arrivare a quando, negli anni 40, gli alleati lo reclutarono per aiutarli, grazie alle sue conoscenze belliche, a sconfiggere i nazifascisti, ma le due tipe lo stoppano per tempo.

Miss bulldog intanto,completamente ignorata, valuta 3 opzioni: mordere, ringhiare o abbaiare, sembra che le stiano sfilando un osso dalla bocca.

Le due tipe, con le ovaie ormai frantumate da quello spaccacoglioni, decidono di trovarsi un posto un po più tranquillo per godersi i fuochi, mentre se ne vanno l'arrapato mentale se le spoglia con gli occhi, scruta attentamente con sguardo spermatozoico il ritmare del posteriore di una delle due, maledicendo la natura umana che non permette di guardare due culi contemporaneamente.

Il sogno si dissolve, deve tornare alla triste realtà, ovvero quella che lo vede in compagnia dell'anello mancante tra l'uomo e il suo migliore amico, la cui caratteristica spera sia la fedeltà.
E' sempre lì, dove l'ha lasciata, il debosciato deluso riapre la discussione, ma lei ha una dignità, non è che puoi abbandonarla in autostrada e poi riprenderla come se niente fosse.

Ringhia, sbava, ma decide di abbaiare una sola parola: "fanculo".
E se ne va.

E non ho nemmeno dovuto pagare il biglietto!

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