giovedì 20 novembre 2014

Finalmente allo stadio!

Dopo varie peripezie, appuntamenti mancati, imprevisti dell'ultima ora, meteoriti abbattutisi su impianti sportivi e via dicendo io e il Lory decidiamo per l'ennesima volta di andare allo stadio, la partita è Livorno - Pro Vercelli.

Onde evitare di cambiare idea acquistiamo i biglietti una settimana prima, così non corriamo il rischio di cambiare idea all'ultimo momento, corriamo solo il rischio malattia, nubifragi etc, ma noi siamo amanti del rischio!
Infatti subito dopo comprati i biglietti aggiornano il bollettino metereologico e pronosticano nubifragi..

Moglie mi insulta un po ma ha già organizzato tutto: partenza ore 11:30 direzione Livorno, pranzo al ristorante giapponese ore 12:30, ore 13:30 uscita dal ristorante e partenza direzione stadio, poi lei e Marzia vanno non so dove e io e il Lory si va a vedere la partita.

Vado a nanna alle 7 di mattina causa turno di notte il giorno precedente, alle 9 sono sveglio e non dormo più per l'emozione, si parte, si parcheggia e si entra.
Non ho fame, ho voglia di andare allo stadio e ho lo stomaco chiuso, Lorenzo uguale, moglie mangia, Marzia fa danni, finisce il supplizio del pranzo.

Sono le 13:20, alle 15 inizia la partita e noi dobbiamo ancora percorrere 4,5 lunghissimi km in macchina per arrivare allo stadio.
Fibrillo, Lorenzo anche, moglie durante la corsa verso il parcheggio incespica e rischia una ferita lacero-contusa al ginocchio,Marzia ride, io impreco, Lorenzo è in preda al panico e sostiene che sia stata vittima del fallo da ultimo uomo di un passante, muori con calma tra un'oretta moglie che ora non abbiamo tempo!

Arriviamo nel parcheggio (al coperto, di proprietà dei giapponesi del ristorante), dietro alla mia macchina ce n'è un'altra parcheggiata.
"Me la sposti che devo uscile?"
Jap: "Deve uscire?"
"No sono venuto a vedere se la macchina si annoiava.."
Jap: "Come?"
"Leva sto troiaio che c'ho da uscì!"
Tolta la macchina da li lo spazio per far manovra è un po come un caffè (ristretto), al giapponese si è aggiunta anche una giapponese, for occhi is megl che tiu.
Mentre uomo va non so dove rimane donna a farmi manovra.
Faccio retromarcia, donna mi guarda e non favella.
"Abbia pazienza già che è lì mi guarda se sbatacchio nella macchina dietro?"
Mi sorride, dopo un paio di minuti buoni di gesticolamenti da parte mia capisce, "venile venile, alt sennò sbatacchiale"
Esco da quell'incubo rischiando di spalmare al suolo un terzo giapponese che mi stava transitando a un metro dal cofano.

"Moglie metti il navigatore"
"Ma è tutta dritta!"
"Appunto, sia mai che mi venga la voglia di svoltare da qualche parte!"
Moglie mette il navigatore, che ovviamente acquista il segnale solo a destinazione raggiunta.
Moglie: "Svolta qui!"
"Taci donna! Lo so dov'è lo stadio anche se è qualche anno che non ci vengo! Su falla finita! Azz....mi sa che dovevo girare li, non potevi dirmelo prima?? Ma a cosa servi??"

Io e Lorenzo vediamo lo stadio, si erge maestoso sopra le nostre teste, se non fosse per la siepe che ci separa da lui saremmo arrivati.
"Che si fa, si scavalca? O si percorrono quegli inutili 20 metri e la aggiriamo? E se poi alla fine della siepe non c'è lo stadio?"
Metto il navigatore a piedi.
Arriviamo.
Sono le 13:50
Manca più di un'ora Lore.
"Così tanto? E' colpa di mamma!"
"Eh, come sempre"

"Lore è sempre chiuso"
"E ora che si fa babbo?"
"No non aspetta, forse è aperto.."
Entriamo.
Lo stewart adocchia il Lory e lo cataloga subito come uno scatenato e violento ultrà, gli sequestra le armi contundenti che potrebbe utilizzare se avesse intenzione di scagliarsi contro i tifosi avversari, ovvero la sua bottiglina dell'acqua.
Il Lory teme per la sua merendina, giura di non aver intenzione di infilarla in bocca a qualche tifoso avversario per cercare di soffocarlo, ma lo stewart lo rassicura e gliela lascia.
(Lo stewart, gentilissimo, si è scusato dicendo che pretendano che sequestrino le bottiglie, definendo come ignobile il fatto di togliere l'acqua ad un bambino ed è andato al bar a prendere un bicchiere di plastica ove mettere l'acqua per poterla portare dentro)

Proviamo ad entrare dentro lo stadio, il tornello si rifiuta di leggere il codice a barre dei nostri biglietti, la fila dietro di noi si ingrossa, la gente mormora, interviene lo stewart ma non riesce neanche a lui.
"Bene, che credevi, che fossi scemo?" penso
Poi penso che ho poco da gioire che se quell'affare non legge i nostri biglietti non si entra, alla fine per fortuna facciamo pena anche al tornello ed entriamo.

Ci sediamo nei posti assegnati, entrano le squadre in campo per fare riscaldamento, il Lory chiede se a casa loro non abbiano i termosifoni, così gli spiego cosa si intende per riscaldamento e come mai lo fanno, almeno per 3 volte.

Alla prima azione c'è un rigore grosso come una casa per il Livorno, l'arbitro non fischia, piovono gli improperi verso il direttore di gara, il Lory non si scandalizza più di tanto, si limita a stare in piedi a protestare.

La Pro Vercelli passa in vantaggio su autogol.
"Lorenzo se piangi si va via!"
Ma lui stoico non piange, anzi incita ancor di più i giocatori livornesi.
Il Lory soffre, la gara si fa in salita, gli avversari si difendono, il Livorno non sfonda, finisce il primo tempo, inizia il secondo.
Passano 20 minuti dall'inizio del secondo tempo, decido di parlare a Lorenzo:
"Vedi Lore nel calcio, come in tutti gli sport, l'importante non è vincere ma divertirsi, siamo qui, io e te, ci stiamo divertendo, stiamo tifando, stiamo guardando una bella partita, anche se perdiamo.......GOOOOOOLLLLLLLLLLL!!!!!! SIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!! VAI CHE ORA SI VINCE LOREEEEEEE!!!!"
Ci si abbraccia, Lorenzo salta ed esulta, siamo felici.

Passano pochi minuti, Siligardi si accentra e lascia partire un sinistro terrificante, il pallone si insacca sotto la traversa, il portiere neanche la vede
Lorenzo esulta "GOOOOOLLLL BABBOOOOOO"
Siamo lì, io e lui, abbracciati, mentre un intero stadio esulta e gioisce, è un momento unico.
Il terzo gol non è che la ciliegina sulla torta.
La partita finisce, usciamo, Lorenzo è entusiasta, chiede già quando torniamo, non capisce la risposta....non ho più voce!


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