mercoledì 30 marzo 2016

Ritorno a scuola col botto

Ore 12:48, moglie e marito stanno assaporando un'ottima pasta al pesto, quando il cellulare della donna suona.

La donna si chiede chi possa essere ad interrompere uno dei momenti sacri della giornata, l'uomo le risponde che, se una volta finito di porsi inutili quesiti, si decidesse a guardare lo schermo di suddetto nefasto apparecchio elettronico molto probabilmente avrebbe risposta al suo interrogativo.

"E' la maestra di figlio!" asserisce preoccupata la donna.
"Se figlio fosse malato, si fosse fatto male, fosse morto???" continua.

Finalmente la moglie smette di dire minchiate e risponde: "Sì, salve.....ah sì, quindi figlio sta bene ed è li con lei, e ci siete solo voi fuori dalla scuola...sì...uh sì è vero oggi uscivano prima...eh...ci siamo dimenticati.....sì sì, marito deglutisce e arriva, anzi no, arriva deglutendo, tra un minuto è lì! Addìo, ehm arrivederci"

L'uomo, intuendo che non si tratti di problemi di salute del figlio bensì di una delle tante figure di cacchina dell'allegra famiglia, esortato delicatamente dalla dolce metà (movitiiiiii!!!!), grato del fatto che la sua amata abbia detto "Ci siamo dimenticati" e non "Marito si è dimenticato", dato che marito neanche era stato avvisato, esce di corsa e arriva trafelato a destinazione,sempre correndo.

Si prostra davanti alla maestra, che lo guarda con aria materna pensando probabilmente "questi sono uno più cretino dell'altra" e ci tiene a dire che, se qualcuno lo avesse visto passare di corsa in mezzo alla gente e si fosse fatto qualche domanda, questa è la semplice risposta.

Grazie della comprensione.

domenica 20 marzo 2016

19 Marzo festa del papà




Piombino, 19 marzo 2016
Mi alzo prima di pranzo, reduce da un tirno di notte al lavoro, e i miei bimbi mi corrono subito incontro, impazienti di vedermi, mi prendono per mano, mi portano in sala, mi fanno sedere e mi consegnano entusiasti i loro pensieri.

Marzia mi consegna la tazza che ha decorato all'asilo, poi mi da tutti i disegni che mi ha dedicato, in cui ci abbracciamo, con scritto che mi vuole tanto bene, è riuscito a copiarlo bene anche se non sa scrivere.

Lorenzo mi recita a memoria una poesia che mi ha dedicato, prima di consegnarmi la targhetta del miglior papà del mondo e tutti i suoi disegni e pensieri.

E niente, sono loro la cosa per cui ho festeggiato, la cosa per cui vale la pena festeggiare, vale la pena esserci.

Loro, che mi fanno capire ogni giorno che questa vita ha un senso.

Loro, capaci di farmi emozionare anche a 44 anni, come se fossi ancora un bambino.

Loro, che mi hanno visto commuovere e piangere, lacrime di gioia che credevo di non essere più capace di versare.

Loro, che mi fanno capire che nella vita forse ho realizzato anche qualcosa di grande.

Tutti i giorni che passo vicino a loro sono speciali, ma forse oggi lo è ancor di più.

Tanti auguri a me.